Allarme a Napoli e provincia per la violenza di genere: i Carabinieri registrano sei casi quotidiani e oltre duemila episodi in un anno.
Il bilancio delle attività operative sul territorio partenopeo delinea un quadro estremamente complesso sul fronte della sicurezza pubblica e della tutela delle fasce deboli. I dati legati al fenomeno della violenza di genere emergono con particolare urgenza nel resoconto annuale diffuso dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli in occasione del 212° anniversario della fondazione dell’Arma. Le statistiche raccolte evidenziano la continuità e la capillarità dell’impegno dei militari per contrastare i reati commessi a danno delle vittime vulnerabili in tutta la provincia.
I dati statistici e la tipologia dei reati commessi in famiglia
In base a quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa, nel periodo compreso tra il 1° maggio 2025 e la fine di maggio 2026, l’Arma ha quantificato complessivamente 2.164 episodi riconducibili alla violenza di genere. Questa cifra si traduce in una media costante di circa 167 vicende mensili, ovvero sei dinamiche d’abuso affrontate quotidianamente per dodici mesi di fila. Le azioni di contrasto investigative hanno generato 2.107 provvedimenti complessivi (sei al giorno), traducendosi nello specifico in 1.624 denunce a piede libero e 465 arresti di soggetti di sesso maschile.
La fattispecie di reato maggiormente riscontrata dagli inquirenti è rappresentata dai maltrattamenti in famiglia, con 1.327 episodi accertati che costituiscono il 61,3% dell’intero campionario. A questa voce si sommano 610 vicende di stalking, 235 casi di minacce, 186 di lesioni personali, 100 condotte di percosse, 78 episodi di violenza sessuale e 40 reati di revenge porn, oltre alla violazione delle misure di allontanamento da parte di 41 aggressori.
L’analisi del profilo degli aggressori e il sequestro di armi
La mappatura dei dati forniti dall’Ansa ha permesso ai militari di delineare anche il profilo sociale e clinico dei responsabili delle violenze. Tra le persone intercettate si contano infatti 160 soggetti affetti da dipendenza da sostanze stupefacenti, 52 legati all’abuso di alcolici, 45 con patologie psichiatriche ufficialmente diagnosticate e una quota crescente di individui affetti da ludopatia, a cui si aggiungono 15 soggetti che risultavano possedere armi in modo del tutto regolare.
Il report include inoltre un focus sulla massiccia circolazione di strumenti d’offesa, quantificando il sequestro di due armi ogni ventiquattr’ore, con un forte coinvolgimento delle fasce giovanili. Tra il 2025 e i primi cinque mesi del 2026 sono stati recuperati 880 oggetti letali: nel solo 2025 si contano 203 armi da fuoco, 144 armi bianche e 376 strumenti atti a offendere come tirapugni o mazze, mentre la restante parte è stata rinvenuta nella frazione iniziale del 2026, portando al deferimento e all’arresto di 53 minorenni. Nel medesimo lasso temporale, le aggressioni perpetrate sul territorio provinciale sono state 154 tramite armi da fuoco e 119 con armi da taglio, registrando purtroppo un totale di otto omicidi.
Il contrasto agli illeciti di stampo ambientale
Le attività di controllo svolte nell’ultimo anno dall’Arma non si sono limitate al contenimento della criminalità interpersonale. Secondo le informazioni trasmesse da Ansa, i Carabinieri hanno inferto un duro colpo anche alle condotte illegali perpetrate ai danni dell’ecosistema locale. I controlli specialistici focalizzati sulla tutela del territorio e sul contrasto all’inquinamento hanno portato alla denuncia formale all’autorità giudiziaria di ben 536 persone, mentre per altre 34 si sono aperte le porte del carcere a seguito dell’applicazione di provvedimenti di custodia cautelare.
