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Vincenzo Capasso e Polselli a TuttoFood con la tradizione della vera pizza

La tradizione di Vincenzo Capasso e Polselli Farine brilla a TuttoFood. A Milano e TuttoPizza Napoli, la storica azienda molitoria con i grandi maestri dell’arte bianca.

di Giuseppe Giorgio – Nel tempo inquieto delle nuove abitudini alimentari, tra consumi veloci e sapori spesso senz’anima, sopravvivono ancora realtà capaci di difendere la verità della tradizione senza rinunciare al passo del presente. Tra queste si distingue la Polselli, storica firma dell’arte molitoria italiana, che continua a fare del grano non una semplice risorsa produttiva, ma un simbolo di civiltà, memoria contadina e appartenenza territoriale. Una storia fatta di farine, uomini e mani sapienti, dove il profumo antico dei mulini incontra la sensibilità moderna di chi comprende quanto il cibo rappresenti cultura, identità e racconto di un popolo.

Tra i padiglioni di TUTTOFOOD, il prestigioso salone internazionale dell’agroalimentare andato in scena a Milano, l’azienda laziale ha confermato il proprio ruolo di protagonista nel panorama delle farine di qualità. In una manifestazione che ha richiamato migliaia di espositori da ogni continente, trasformando il capoluogo lombardo in crocevia mondiale del food, Polselli ha portato con sé molto più di un catalogo prodotti: ha portato una storia lunga quasi cent’anni fatta di gesti antichi, ricerca costante e dialogo continuo con il mondo dell’arte bianca.

Fondata ad Arce, nel Frusinate, nella prima metà del Novecento, l’azienda è cresciuta attraversando generazioni e mutamenti epocali senza mai smarrire il legame con la propria anima originaria. Una realtà che ha saputo evolversi tecnologicamente mantenendo intatto il rispetto per il grano e per quella cultura della macinazione che in Italia assume quasi il valore di un rito. Perché una farina non nasce soltanto da processi industriali impeccabili, ma anche dalla capacità di custodire equilibrio, profumo, elasticità e carattere. Elementi invisibili che diventano poi pane, pizza e memoria collettiva.

Nel cuore della rassegna milanese, Polselli ha consolidato nuove collaborazioni internazionali confrontandosi con operatori provenienti da circa settanta Paesi, rafforzando quella vocazione mediterranea che da sempre accompagna il marchio. Accanto al docente tecnico Paolo Parravano, a impreziosire la presenza dell’azienda è arrivato da Napoli anche il maestro pizzaiolo Vincenzo Capasso, erede della storica Pizzeria Capasso a Porta San Gennaro, realtà nata nel 1847 e simbolo della più autentica tradizione partenopea, oltre che appartenente alla Unione Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie”.

Ed è proprio Napoli il prossimo approdo dell’azienda. A fine maggio, infatti, Polselli sarà presente a TuttoPizza, la grande manifestazione internazionale ospitata negli spazi della Mostra d’Oltremare. Un ritorno dal forte valore simbolico nella città che più di ogni altra ha trasformato la pizza in linguaggio universale.

Qui il nome Polselli continua a evocare una storia profonda, intrecciata ai grandi maestri pizzaioli del Novecento, quando la “doppio zero” diventava emblema di mestiere, sacrificio e tradizione familiare. Emblematiche, in tal senso, le parole di Antonio Pace, fondatore e presidente della Associazione Verace Pizza Napoletana, che ha ricordato il ruolo storico della farina Polselli nella crescita della pizza napoletana nel mondo: «Quando i miei genitori e le grandi famiglie dei pizzaioli napoletani scrivevano la storia della vera pizza partenopea, tra le farine protagoniste c’era quella di Polselli. Era “o ciore”, il fiore della farina».

Parole che oggi assumono il valore di una testimonianza culturale prima ancora che gastronomica. Perché dietro ogni grande impasto esiste sempre il silenzioso lavoro del mulino, custode discreto di profumi, tradizioni e identità popolari che continuano a viaggiare nel mondo attraverso il linguaggio semplice e straordinario della pizza.

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