VII° Edizione del Gelato Festival, vince il gusto italiano! Due campani in finale

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di Maria Sordino – Si è conclusa la VII edizione del Gelato Festival, la più importante manifestazione di gastronomia gelatiera italiana. Un concorso europeo, che premia i migliori gelatieri italiani e stranieri, che presentano in gara gusti unici appositamente creati per l’evento.

È un festival itinerante, che gira l’Italia e l’Europa, viaggia per 5 mesi e si ferma in 9 città, tra cui anche Napoli. A decretare i vincitori delle singole tappe e il vincitore europeo della finale, sono i voti di una giuria di esperti e quelli di una giuria popolare.

Per il 2016 il mandarino è il più amato d’Europa. Infatti, il gusto «Mandarino tardivo» del gelatiere romano Eugenio Morrone ha trionfato alla finalissima della kermesse a Firenze.

Medaglia d’argento per Guido Cortese della gelateria U Magu di Pietra Ligure (SV) con il gusto Pinolo alla Ligure. Medaglia di bronzo per Gabriele Scarponi della gelateria Ara Macao di Albisola (SV) con il gusto Tropical Basil.

Due i gelatieri campani, giunti in finale, che hanno concorso per il podio: Vincenzo Zanfardino della gelateria Vincent di Avellino, con il gusto “Amalfi” e Tonia Giordano della gelateria Orso Bianco di Aversa, con il gusto “Perla del Mediterraneo.

Curiosità – La cialda di cui sono fatti i coni è un’invenzione antichissima. Le prime notizie ufficiali risalgono al 1400, quando i “cialdonari” o “cialdai” la confezionavano con impasti leggeri e semiliquidi di acqua, farina, uova, zucchero e aromi (come i semi d’anice), utilizzando i tipici ferri decorati. Ma quando avvenne il matrimonio perfetto, in cui la cialda si unì al gelato? In tanti ne vantano la paternità. Ci piace pensare che successe nel 1903, quando un italiano, immigrato negli Stati Uniti, Italo Marchiony (il nome vero era Marchionni), brevettò ufficialmente la sua idea: utilizzare un cono di wafer come contenitore per il gelato. Marchiony era arrivato dall’Italia nel 1895 e si era messo a vendere gelati e sorbetti con un carrettino a New York, nella zona di Wall Street. Per servirli usava dei bicchieri in vetro, ma erano scomodi, ingombranti, fragili e da lavare dopo l’uso. Per questo, pensò di utilizzare, in un primo momento, un cono realizzato con un foglio di carta, che successivamente sostituì con la cialda. Il gelato così servito si poteva mangiare completamente ed ebbe un gran successo. Infatti, la grande richiesta di cialde portò Marchiony a brevettare una macchina che ne produceva 10 per volta: è suo il brevetto del 1903, No. 746971. Il cono appena nato era saporito, ma tendeva a rompersi e a inzupparsi con il gelato che si scioglieva. Fu un napoletano, un certo Spica, il primo che ebbe un’idea per ovviare al problema: nel 1959 pensò di isolare la cialda con uno strato di olio, zucchero e cioccolato. Spica chiamò il suo cono “cornetto” e l’anno successivo lo registrò. Nel 1976, l’Algida rilevò l’idea e mise in commercio il famoso ‘Cornetto’.