Vaccini, anche se in ritardo arriva il Piano per la Campania

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Vaccini, in Campania c'è tempo fino al 30 marzo per presentare i documenti

La Regione Campania aderisce al Piano vaccini 2017-2019, ma il forte ritardo costringe a correre e a sopperire quanto prima ad alcune mancanze.

Anche se con ritardo, come illustra Il Mattino, la Campania aderisce al programma triennale, che va dal 2017 al 2019, per i vaccini. Ritardo in considerazione del fatto che il programma e’ stato varato dal ministero della Salute quasi un anno fa, ovvero a febbraio scorso. Tutto cio’, ovviamente, non facilita il compito della Regione, che deve adeguarsi, e in fretta, per quanto riguarda logistica, azioni, infrastrutture e, ovviamente, soprattutto, personale.

Il tutto in considerazione del fatto che i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) vanno oltre l’obbligo dei vaccini per l’iscrizione a scuola. Ovvero i 10 obbligatori, anti-polio, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, e anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) piu’ i 4 consigliati, cioe’ anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus. E sebbene non siano previste sanzioni, le Asl saranno obbligate a fare promozione attiva e sollecitazioni per queste e altre vaccinazioni.

Il Piano vaccini, come viene riportato, consiste “nel mantenere la popolazione libera dalla poliomielite, perseguire attivamente la eradicazione di morbillo e rosolia congenita (causa di tante malformazioni cardiache nei bambini nate da mamme malate), garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni”.

Purtroppo, con il 2017 gia’ alle spalle, tutto diventa piu’ complicato. Tant’e’ che andranno recuperati alcuni paletti fondamentali. Ovvero “l’introduzione della vaccinazione anti-meningococcica B ai nuovi nati nel 2017, il via alla vaccinazione anti-meningococcica tetravalente (A, C. W, Y in singola dosa nell’adolescente), l’anti-pneumococcica da praticare ai soggetti con più di 65 anni di età, l’anti-varicella ai nuovi nati del 2016, la profilassi per le categorie a rischio e interventi specifici anti-Hpv (Papilloma virus) per i maschi undicenni con inizio della chiamata attiva per i nati del 2006”.

“Entro il 2018 – infine – è poi previsto il completamento della vaccinazione contro l’Hpv (sempre dei maschi undicenni nati nel 2007 con il recupero di quelli non vaccinati del 2006), l’introduzione della vaccinazione anti-rotavirus a tutti i nuovi nati a partire dal 2018 e infine l’introduzione della quinta dose di vaccino anti-poliomielite nell’adolescente e della vaccinazione anti-Herpes Zoster nei soggetti con più di 65 anni di età”. Insomma, non sara’ facile e ci sara’ da lavorare. Ma le azioni prevedono di raggiungere percentuali di copertura per i vaccini da da portare al 95% tra il 2019 e il 2020 per tutte le malattie elencate.

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