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Unione degli Universitari: 24.000 medici laureati tenuti in ostaggio

Enrico Gulluni, coordinatore UDU: “Il Ministero tiene letteralmente in ostaggio quasi 24.000 laureate/i, pronti ad iniziare un’attività lavorativa o una formazione specialistica o generalista. Per quale motivo? Non ci è dato saperlo”.

Era il 22 settembre quando circa 24.000 laureate e laureati in Medicina e Chirurgia, in tutta Italia, stavano affrontando una delle scadenze più importanti di questo percorso lungo e complesso: il concorso di specializzazione. Oggi, a distanza di 60 giorni, questi medici laureati ancora non hanno avuto modo di sapere in quale sede siano acceduti e se siano acceduti, per poter iniziare il proprio percorso di specializzazione.

“Questo scenario si apre di fronte alla situazione di emergenza attuale”, dichiara Enrico Gulluni, coordinatore UDU – Unione degli Universitari, “in cui c’è la forte necessità di riformare il servizio sanitario nazionale insieme al sistema di formazione dei medici-chirurghi, colmando l’evidente deficit di operatori sanitari e di strutture, che è emerso durante la pandemia ma che già prima veniva in gran parte colmato grazie agli specializzandi. Di fronte a tutto questo, il Ministero tiene letteralmente in ostaggio quasi 24.000 laureate/i, pronti ad iniziare un’attività lavorativa o una formazione specialistica o generalista. Per quale motivo? Non ci è dato saperlo.”

Continua Gulluni: “Ora veniamo a conoscenza della ennesima proroga delle scadenze, in particolare la pubblicazione delle assegnazioni (vale a dire sapere in quale sede ogni persona sarebbe riuscita ad entrare) a dopo il 15 dicembre. Ciò, a fronte di una data di inizio delle attività fissata, con obbligo, al 30 dicembre. Tutto questo senza tenere in conto le necessità organizzative e delle difficoltà economiche di chi dovrà spostarsi dal proprio territorio di residenza e quindi avrà bisogno di un alloggio, senza considerare tutte le restrizioni previste dal DPCM attualmente vigente e del fatto che durante questo periodo di buio questi soggetti non potranno accettare incarichi di lavoro nel rischio di incompatibilità burocratiche e si ritrovano a non poter fare nulla, nonostante siano medici laureati.”

Continua ancora Gulluni:” “Oltre il danno per molti di loro, dopo tutta questa attesa, vi sarà anche la beffa di non essere assegnati nelle sedi di preferenza o, peggio di rimanere fuori dalle specializzazioni, non potendo proseguire il proprio percorso di formazione e diventando di fatto i nuovi camici grigi. Siamo arrivati al limite del sopportabile per tutte queste persone, costrette a rifiutare incarichi di lavoro nel rischio di incompatibilità burocratiche, rinchiusi nelle proprie case senza poter fare nulla, dopo 6 anni o più di duro studio e un test di ingresso alle spalle. Alcuni, dopo tutta questa attesa, potrebbe avvenire non vengano assegnati nelle sedi di preferenza o, peggio di non venire assegnati e si ritroverebbero ad avere perso 60 giorni della propria vita.

Conclude Gulluni:” Per tutte queste ragioni come Unione degli Universitari non possiamo che sostenere le mobilitazioni indette per oggi dagli specializzandi e scendere anche noi in tutte le piazze d’Italia per ribadire ancora una volta l’importanza della formazione specialistica. E’ intollerabile che in questa condizione di criticità del SSN, per dei meri errori burocratici, si tengano in ostaggio 24.000 medici, figure professionali oggi più che mai necessarie. Inoltre ci teniamo a ribadire la necessità di colmare il gap tra il numero di laureati in medicina e il numero di borse di specializzazione al fine di eliminare definitivamente l’imbuto formativo. Le risorse si possono trovare e adesso non ci sono più giustificazioni, per questo pretendiamo risposte, ora.”

Articolo pubblicato il: 7 Dicembre 2020 18:14

Redazione

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