“Una stagione in carne ed ossa” è il titolo della prossima annata al Teatro Bellini

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Al Bellini in scena

Una stagione dalle grandi prerogative quella pensata per la prossima annata  dal teatro Bellini. “Una stagione in carne ed ossa”, così come recita il titolo della presentazione del consulente artistico Gabriele Russo, che puntando soprattutto sui numeri offrirà: 19 spettacoli nella sala grande, 24 al Piccolo Bellini,  10 incontri con le Lezioni di Storia organizzate da Editori Laterza, 8 appuntamenti concertistici domenicali con l’Orchestra Sinfonica Napolinova e 7 serate dedicate alla Musica Contemporanea del Be Quiet, il movimento di cantautori napoletani di Giovanni Block. E per la prossima emozionante parata teatrale del Bellini, il tutto non si limiterà all’interno delle due sale. Tant’è che anche all’esterno, partendo dal foyer, le attività si moltiplicheranno con  4 episodi degli AperiTristi, oltre 20 incontri tra gli artisti e il pubblico, 50 presentazioni di libri ed ancora con 12 appuntamenti firmati BelIiNItango, che trasformeranno il  foyer in una struggente Milonga. Una carrellata di offerte, quelle studiate per lo storicizzato spazio che apre sempre più alla città, davvero interminabili tra cui l’aumento dei turni di abbonamento che diventano 8 ed il neonato abbonamento “Mix” del mercoledì sera, che consentirà di assistere a 6 spettacoli del Teatro Bellini e 6 del Piccolo Bellini. Complessivamente il sipario si aprirà 260 volte e le attività collaterali saranno circa 120. Per tutti, così come annunciato in quella che più di una presentazione di stagione è stata una vera esposizione divisa tra l’arte figurativa degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e l’arte performativa degli attori di casa al Bellini, un percorso  ricco ed esaltante. Dall’apertura con “Bordello di mare con città”, scritto nel 1984 da Enzo Moscato e  portato in scena da Carlo Cerciello si passerà alla chiusura con  “A Hunger Artist” di Kafka con la direzione di Ejmuntas Nekrošius, considerato fra i più geniali registi viventi. Ancora, con la vocazione di un Teatro partenopeo teso a relazionarsi con quello europeo e mondiale, in scena vi saranno il completamento de “La trilogia della libertà”, firmata dal regista Gabriele Russo, con la messinscena de “Il Giocatore” di F. Dostoevskij; il nuovo lavoro di Toni Servillo, “Elvira” da Louis Jouvet; “Dipartita Finale” con il  quartetto costituito da Franco Branciaroli, Gianrico Tedeschi, Ugo Pagliai e Maurizio Donadoni; “Lacci”, con  Silvio Orlando; l’ “Odissea” riletta da Emma Dante; “Anelante” di Antonio Rezza e Flavia Mastrella e “Giocando con Orlando” con Stefano Accorsi e Marco Baliani sulle scene di Mimmo Palladino. Non mancheranno le opportunità per le nuove generazioni con Filippo Dini, alle prese con Čechov  ed il suo  ironico “Ivanov”;  “Casa di bambola” di Ibsen, per la regia di Andreè Ruth Shammah e “Souper” di Ferenc Molnàr con la regia  di Fausto Paravidino. Dalla Russia, infine, tornerà Slava con il suo “Snowshow” . Per quanto riguarda la musica, Stefano Bollani, sarà musicista e attore, nell’originalissimo “Wonderland”, diretto da Daniele Ciprì e l’Orchestra di Piazza Vittorio, condurrà il pubblico nel divertentissimo “Il giro del mondo in 80 minuti”. Per la grande danza contemporanea,  arriveranno i Carmina Burana coreografati da Mauro Astolfi per Spellbound. Sempre più in primo piano il Piccolo Bellini ai suoi amici offrirà: “Frankenstein ‘O Mostro”, lo spettacolo de I Posteggiatori Tristi diretti da Sara Sole Notarbartolo e grandi nomi come Iaia Forte, Tony Laudadio, Andrea Renzi, Luciano Melchionna, Rino di Martino, Antonella Morea e Pino Carbone fino a giungere al gruppo Punta Corsara, con “Io, mia moglie e il miracolo” ed alla compagnia de Gli Omini con il loro “Ci scusiamo per il disagio”. Ed è con queste premesse, ammirando le intenzioni di un “teatro che si fa, si vede e si vive”, anche grazie alle arti figurative ed al progetto “Voci del deserto” capace di dare forza alle parole dei grandi autori, attori, filosofi e cantautori del passato per pensare al teatro di oggi, che con il Bellini, lo spettacolo sembra tornare protagonista assoluto. “E’ attraverso il recupero della memoria- ha detto Daniele Russo- ed immergendoci nel fiume di riflessioni dei grandi pensatori di ieri, che noi possiamo riconoscere il vero valore del teatro”.  Così, con le sale artisticamente invase dai 40 lavori degli studenti dell’Accademia di Belle Arti guidati dal professore Runo Squillante, tra tangueros appassionati, musicisti ed attori monologanti, il teatro Bellini ha esposto nel modo migliore le opere di una stagione tutta da vivere,  insieme al lavoro di chi fa del teatro e delle arti, un motivo di vita e di cultura da diffondere e salvaguardare.

Red. Spe. pg