Una Juve cinica piega un buon Napoli: Juventus – Napoli 2-1 (video dei gol)

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di Gianmarco Giugliano – È il giorno che Napoli aspetta: il giorno in cui si affronta colui che una intera città ha chiamato traditore ed al quale ha augurato ogni tipo di sventura.

È il giorno di Juventus Napoli, partita che va oltre la rivalità sportiva sia per gli ignoranti che affollano lo stadio torinese (razzismo e cori inneggianti al Vesuvio) sia per chi, storicamente parlando, vede in Torino la causa della decadenza di Napoli (città che fino al 1861 era la terza capitale più importante d’Europa). Solo 7 volte su 70 il Napoli è riuscito a vincere contro la Juventus a Torino: un misero bottino che addirittura diventa uno zero se si guardano le statistiche da quando la casa della Juve è lo Juventus stadium: neppure un punto in cinque partite ed appena un gol realizzato.

Il Napoli senza punte centrali di ruolo schiera, come novità più evidenti, Chiriches e Diawara dal primo minuto. I due ragazzi, alla fine, risulteranno tra i migliori in campo. La Juve priva di Dybala si affida a Mandzukic ed Higuain; rinuncia a Marchisio e schiera Hernanes dal primo minuto. Il Napoli non è rinunciatario come era apparso lo scorso anno e gioca a viso aperto rispondendo colpo su colpo ai più blasonati avversari. Poche emozioni nel primo tempo e nessun intervento importante per i due portieri.

Sembra che la Juventus aspetti l’errore del Napoli mentre la squadra di Sarri pur facendosi ampiamente preferire sul piano del palleggio e delle geometrie, si ferma alla trequarti avversaria senza incidere in area di rigore. Diawara ed Allan combattono come leoni e la Juventus è costretta a lanci lunghi nella speranza di trovare, soprattutto sulle corsie laterali, quegli spazi che il Napoli, però, non concede.

Ottimo l’arbitraggio di un attento Rocchi. Il direttore di gara non si fa intimidire (come spesso avviene) dai bianconeri e distribuisce nel primo tempo ben tre cartellini inequivocabili ai padroni di casa.

Nel secondo tempo l’errore di Ghoulam, che svirgola clamorosamente un pallone che doveva essere calciato lontano dall’area di rigore, lascia Bonucci libero di scagliare una sassata nella porta dell’incolpevole Reina. Eccolo l’errore ed ecco il cinismo della Juventus che, ancora una volta, risolve una partita giustamente in parità. È il 50’ minuti.

Rabbiosa la reazione del Napoli che costringe la Juve nella sua metà campo. Al 54’ Insigne lancia Callejon con un cross millimetrico che lo spagnolo appoggia con freddezza nella porta di Buffon. È il primo gol su azione, per il Napoli, allo Juventus Stadium. 1-1.

Il Napoli non approfitta del possibile contraccolpo psicologico della Juve è perde il suo baricentro alto.

Al 71’ (numero che nella smorfia napoletana ha un significato decisamente forte) Higuain, proprio lui, prende una ribattuta della difesa partenopea e dal limite dell’area lascia partire un rasoterra che non da scampo a Reina passando tra molte gambe. Questione di fortuna, di cabala ma il grande ex, fino a quel momento, aveva giocato una partita che definire anonima sarebbe un complimento. E così fino alla fine della gara: solo quel tiro, su una respinta, tra tante gambe…

La stessa fortuna non ha il Napoli nel finale quando un colpo di testa di El Kaddouri viene fortunosamente deviato da Mandzukic e quando, su azione di calcio d’angolo, la palla impazzita nell’area piccola non incontra il piede di un giocatore in maglia azzurra. Questione di centimetri…

Alla fine il risultato è di 2-1 per la Juventus ma i dati parlano di una partita equilibratissima: 50% di possesso palla; 8 tiri a 5 per il Napoli verso la porta avversaria e 3 a 3 il numero dei tiri in porta. 4 a 3 per il Napoli il numero dei corner.

Non so quante squadre otterranno gli stessi numeri a Torino ma, dati alla mano, il Napoli ha giocato una buona partita condizionata da un errore e da un ribattuta sfortunata.

Forse anche l’esperienza ha fatto la sua parte e squadre come la Juventus vivono degli errori degli avversari e li sanno sfruttare.

Per il Napoli ottime le prestazioni di  Chiriches,  Koulibaly e del giovanissimo Diawara. Ancora un assist per Insigne ed ancora un gol per almeno a quota 7 in classifica cannonieri.

Il tifoso del Napoli si aspettava una “vendetta” contro Higuain ed invece ha dovuto guardare l’abbraccio di Sarri con il traditore, ascoltare le parole di stima professionale di Hamsik (con richiesta di maglia da parte del figlio) e sopportare una sconfitta proprio per un gol di Higuain. Forse sono queste le cose che fanno più male di una sconfitta; ma i tifosi ragionano col cuore (ormai sono gli unici), mentre i protagonisti del rettangolo verde sono solo dei semplici stipendiati che guardano unicamente al proprio interesse.

Dulcis in fundo: ascoltare un intero stadio intonare per novanta minuti cori contro Napoli ed i napoletani è la vera sconfitta per l’apolide popolo juventino: una vergogna per l’Italia degna di essere punita nella maniera più dura possibile. Invece, alla prossima partita, ai bambini saranno tolti i tappi di plastica dalle bottigliette mentre agli imbecilli sarà lasciata l’ugola per rovinare uno sport che ha in questi reietti della società il suo peggior nemico.

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