Un Napoli più cinico vince ad Udine 2-1. Doppietta di Insigne (video gol)

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di Gianmarco Giugliano – L’ultima vittoria ad Udine del Napoli risaliva ad otto anni fa: Zalayeta, Lavezzi, Sosa erano gli attaccanti che fecero ottenere la prima vittoria al Napoli Di De Laurentiis in serie A. Poi 4 pareggi e 4 sconfitte: un campo maledetto e quasi stregato, ricordando soprattutto l’ultima partita, quella dell’espulsione ad Higuain e della sconfitta che fece perdere definitivamente il contatto con la Juventus.

Prima partita dopo la sosta (il Napoli ha sempre giocato male dopo le nazionali) Gabbiadini infortunato, Hamsik, Callejon ed Insigne influenzati e recuperati solo all’ultimo momento: la prima cosa che viene in mente al tifoso del Napoli è che la “sfiga”, compagna immancabile dall’inizio del torneo è ben condita con la “makumba” di Udine. Sarri non cambia molto:  ci si aspetta Albiol ma in campo va Chiriches, ci si aspetta Giaccherini al posto del febbricitante Insigne ma il “magnifico” è al suo posto. Diawara ed Allan sono i compagni di reparto del capitano Hamsik.

Del Neri non perde da 4 partite, il Napoli è una orchestra senza tenore. Milik infortunato, Gabbiadini pure, a Saero non rimane che schierare Mertens centrale. Nel primo tempo, il folletto belga si perde sistematicamente tra i due centrali friulani. Spesso cerca l’uno-due con un compagno ma i suoi tocchi di prima intenzione o sono imprecisi o predicano nel vuoto. Callejon fa il suo compitino senza mai impensierire il portiere avversario mentre Insigne chiude il primo tempo con più passaggi sbagliati che note degne di essere menzionate. Solo l’Udinese, a metà primo tempo con Zapata, sfrutta una dormita di Chiriches per impegnare Reina in una parata salvarinsultato. Tutto il resto è fisicità a centrocampo in cui spicca il talento di Diawara, l’imprecisione di Allan e l’impossibilità di Hamsik di trovare spazi liberi in cui incidere.

Uno 0-0 alla fine del primo tempo che rispecchia la scialba prestazione degli azzurri. La fortuna del Napoli sta nello sbloccare la partita ad inizio ripresa: Almeno dal fondo mette al centro dove Insigne si fa trovare pronto all’appuntamento. 1-0 per il Napoli.

Primo gol in campionato per Lorenzo che può mostrare finalmente il cuore disegnato con le mani ai suoi tifosi. Lo aspettava da tempo questo gol, troppo tempo accompagnato da troppe critiche e troppe chiacchiere sul rinnovo. Si nota subito che Insigne si è liberato di un grosso peso: in dieci minuti libera tutta la sua fantasia e bravura.

Appena dopo il gol, prende un pallone al limite dell’area, lo addomestica e fa partire un pallonetto velenoso che solo le dita di Karnezis riescono a deviare in angolo. Poi il colpo di fortuna, sfruttando un clamoroso errore di Widmer, colpisce a botta sicura insaccando il 2-0. Sembra finita ma appena quattro minuti dopo, Perica colpisce un pallone di testa su azione di calcio d’angolo e non da scampo a Reina.

Pur se l’inerzia della partita potrebbe essere tutta da parte dell’Udinese, il Napoli controlla soprattutto grazie ad un sontuoso Koulibaly ed a un gagliardo e preciso Diawara. Anche Zielinsky, col suo ingresso contribuisce a rendere il centrocampo più dinamico ed attento.

Alla fine della gara, il Napoli avrà tirato solo 8 volte con tre tiri nello specchio: se si guardano i tabellini delle precedenti partite, subito si nota la diminuzione delle azioni offensive a vantaggio, però, di una fase difensiva quasi mai in affanno. Un Napoli più cinico, insomma: un Napoli che ha saputo lottare ed uscire vincente grazie al maggior tasso tecnico dei suoi giocatori. Tre punti importantissimi che lasciano il Napoli nei piani alti della classifica aspettando le partite della domenica e la fondamentale sfida di Champions al San Paolo contro la Dinamo Kiev.

Migliori in campo Koulibaly, Diawara ed ovviamente Insigne. Ghoulam ed Hysaj meno propositivi ma più attenti alla fase difensiva. Allan voglioso ma impreciso. Mertens troppo precipitoso nelle giocate ma l’impegno e la dedizione, pur giocando in un ruolo non suo, sono encomiabili. Mercoledì c’è la Champions: non c’è tempo per gioire, è ancora il momento di lottare.