Un Napoli immaturo. Sterile dominio, solo 1-1 col Sassuolo (video gol)

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Per il Napoli era una ottima occasione per mantenere il distacco dal secondo posto a soli due punti e per avvicinarsi alla Juventus ma quest’anno non è fatto per sognare. Difficile, ancora una volta, commentare una partita in cui il Napoli ha il 63% di possesso palla, tira 7 volte nello specchio della porta e subisce un solo tiro in porta… quello del gol di Defrel.

di Gianmarco Giugliano – Assurdo commentare una squadra che domina l’avversario, lo costringe a veder giocare a calcio, ad essere accerchiato e immobilizzato nella propria trequarti e leggere a fine partita che il risultato è 1-1. Sarri, a fine partita, parlerà di una squadra “adolescente” e questa definizione è, forse, la più corretta. Bello come chi è giovane, intraprendente come chi ha voglia di fare, spregiudicato come chi non sa che l’ostacolo è dietro ogni angolo è pronto a farti cadere.

insigne-lorenzoLo scorso anno c’era un bomber che finalizzava e puniva e non c’era bisogno della fortuna o recriminare sull’unico tiro subito nello specchio della porta. Milik era partito benissimo ma ora non c’è; Gabbiadini è l’ombra del valido attaccante che spesso abbiamo ammirato. Con questi presupposti non si può chiedere a Sarri di essere un mago oltre che un allenatore. Prova Mertens, avvicina le “ali” al centravanti, tenta la carta del falso nueve, ma non è un mago e quando manca il centravanti, tutta la squadra perde praticità.

Peccato, perché i ragazzi lottano e meriterebbero, per il gioco espresso, molto più punti di quello che dice la classifica. Ma tra “adolescenza” e sterilità offensiva, la classifica parla di un Napoli in grande sofferenza. Tra le note positive, sicuramente Insigne sempre in partita e spesso pericoloso; buon Hamsik tra le linee.

Sotto la sufficienza sicuramente Gabbiani e Mertens per la stupida ammonizione che lo costringerà a saltare l’Inter. C’è però qualcosa che resterà indimenticabile questa sera ed è il reciproco tributo che Napoli ha dedicato a Paolo Cannavaro e che lo stesso Cannavaro ha dedicato alla città andando a cantare sotto la curva. Al di là delle tattiche, delle plusvalenze e dei procuratori c’è qualcosa che fa ancora battere il cuore a questo mondo: l’amore di un figlio per la propria città. Bellissima scena.

Adda passa’ a’ nuttata direbbe Eduardo… e, forse, è proprio così. Rientrerà Milik, arriverà un altro attaccante, matureranno ancora i vari Zielinsky, Diawara, Maksimovic.

Adda passa’ a’ nuttata…