Venezia, lotta contro il degrado e l’inciviltà dei turisti

1580

di Maria Sordino – Giovanotti in bicicletta. Tende canadesi piantate qua e là nei giardini. Tovaglie stese sulle rive dei canali da famigliole che fanno il picnic. Non ci troviamo in un parco, ma nella città lagunare più bella del mondo, Venezia. E le scene bucoliche che si avvicendano per le calli, fanno il paio con le bottiglie ammucchiate all’ingresso della basilica di San Marco. Già, con le nuove disposizioni antiterrorismo, i turisti da qualche parte devono pur lasciarle: ogni giorno, come ha scritto il Corriere del Veneto, vengono rimossi 30 metri cubi di immondizie dai cestini della zona. Non solo. Borseggiatori sui vaporetti, a dispetto dei controlli, che nel solo mese di agosto hanno visto il fermo di 120 ladri. Sequestri quotidiani di souvenir “italian style” made in China. E per finire, il quotidiano bagno nei canali di visitatori italiani e stranieri, a rinnovare anche da noi la tradizione di fare il bagno nei fiumi europei.

Tutto questo ha fatto si che, a luglio, dal meeting di Instanbul dell’Unesco sia arrivato l’ultimatum per Venezia. La storica perla lagunare rischia di uscire dai siti che costituiscono il patrimonio dell’umanità e di venire declassata a sito monumentale a rischio. C’è  tempo fino a febbraio 2017, poi scatta la “sanzione”. Il richiamo è all’amministrazione della città, al governo centrale, perché arrivino segnali concreti della volontà a risolvere i problemi.

Eccesso di turismo, questa è la sua malattia. Nel 2015, stime approssimative, i turisti a Venezia sono stati circa 27 milioni. Alla fine del 2016 potrebbero arrivare a 30 milioni, di cui due terzi escursionisti giornalieri. Più del triplo della cifra limite di sopportazione della città, valutata in uno studio degli anni ottanta.

La richiesta dell’Unesco è di elaborare un complesso di interventi capaci di tutelare la città a livello ambientale e monumentale. Italia Nostra suggerisce misure per arginare i turisti fai da te e mordi e fuggi, “salvare” dagli assalti eccessivi i monumenti, regolamentare e limitare la diffusione di appartamenti in affitto, incentivare residenti e proprietari che intendano ristrutturare gli immobili, agevolare i negozi di vicinato e chi intende stabilirsi nella città.

Speriamo che, da queste idee nascano le giuste indicazioni per il futuro della città.