Stanotte terremoto M6.7 e tsunami tra Grecia e Turchia

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terremoto e tsunami

L’epicentro a 10 chilometri di profondità nei pressi della costa turca di Marmaris. Due morti e oltre 120 i feriti. Attivata l’Unità di crisi della Farnesina e l’Ambasciata d’Italia ad Atene.

Un terremoto di magnitudo 6.7 è stato registrato questa notte nel Mar Egeo, al confine tra Grecia e Turchia. Le zone più vicine all’epicentro sono l’isola di Kos (Grecia) e Bodrum, in Turchia.

I corpi di due turisti, uno svedese di 22 anni e un turco di 39, sono stati trovati in strada, investiti dal muro di un bar crollato per la scossa nell’isola greca. Oltre 120 i feriti. Gli avventori salvati dalla Guardia costiera e dai vigili del fuoco. terremoto grecia

La scossa si è verificata alle 1,31 ora locale (mezzanotte e mezza in Italia).

L’evento sismico ha prodotto dei danni nelle aree più prossime all’epicentro. Un terremoto di questa magnitudo che si verifica in una zona costiera, come nel caso di stanotte, può generare uno tsunami nelle zone intorno all’epicentro, come effettivamente è accaduto.

Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV, che effettua il monitoraggio in tempo reale dei terremoti del Mediterraneo, ha inviato l’allerta tsunami già dieci minuti dopo il tempo origine dell’evento.

Lo tsunami è stato poi misurato dal mareografo di Bodrum, 12 km a nord dell’epicentro, dove si osserva un’anomalia del livello del mare di circa 30 cm picco-picco. Secondo le tv turche, oltre a Bodrum altre persone 20 sono state medicate a Datca, sulla sponda opposta del golfo di Gokova.

Intanto “l’Unità di crisi della Farnesina e l’Ambasciata d’Italia ad Atene sono al lavoro da questa notte per escludere la presenza di connazionali tra le vittime del sisma”, spiega in una nota il ministero degli Esteri. Kos è una meta richiesta.

Sette ragazzi reatini in viaggio per la maturità siono spostati in una zona dell’isola più sicura e lontana dal mare.

L’aeroporto, riferiscono le autorità, è operativo. Il porto funziona parzialmente, le grandi imbarcazioni non possono attraccare. Due grandi navi, rispettivamente con 260 e 80 passeggeri a bordo, sono state deviate sulle isole di Nisyros e Kalymnos.