Comune di Napoli, la sentenza su Bagnoli: “Bonifiche mai fatte”

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Comune di Napoli, la sentenza su Bagnoli: “Bonifiche mai fatte”

Bagnoli: emesse le sentenze di primo grado sulle mancate bonifiche dell’area ex Italsider (condannati sei tra tecnici e dirigenti a 16 anni di carcere complessivi).

C’era grande attesa per la sentenza di primo grado sulle mancate bonifiche dell’area ex Italsider di Bagnoli. Per la pm Stefania Buda, Bagnolifutura (la società di trasformazione urbana del Comune di Napoli, succeduta al Bagnoli spa di fine anni Novanta) non ha provveduto alla bonifica della più grande area inquinata d’Europa, nonostante 76 milioni di euro stanziati. I reati ipotizzati erano i seguenti: truffa ai danni dello Stato, disastro ambientale, una serie di falsi (mentre il traffico illecito dei rifiuti cade per prescrizione dinanzi al gup). Per l’accusa, i terreni da bonificare diventarono grazie a una serie di varianti di uso commerciale e non più residenziale, a dispetto dei milioni di euro stanziati per realizzare campi sportivi, villette a schiera, giardini, aiuole ed aree verdi. I giudici della sesta penale del Tribunale di Napoli hanno condannato sei degli imputati, responsabili del disastro ambientale consumato negli anni della riqualificazione dell’area un tempo occupata dall’acciaieria. Sedici gli anni di carcere comminati complessivamente con la sentenza di primo grado: quattro anni per Gianfranco Caligiuri, direttore tecnico di Bagnolifutura; due anni per l’ex direttore generale di Bagnolifutura, Mario Hubler; tre anni per Sabatino Santangelo (ex presidente di Bagnolifutura e vicesindaco di Napoli), al quale viene contestato dalla Procura il suo ruolo nel portare avanti progetti e varianti; due anni e sei mesi per l’ex direttore generale del ministero dell’Ambiente Gianfranco Mascazzini, che avrebbe avallato cambi di destinazione in corso d’opera; due anni per Giuseppe Pulli, coordinatore del dipartimento ambiente del Comune di Napoli; tre anni per Alfonso De Nardo, dirigente Arpac. Assolti Maria Teresa Celano (dirigente area ambiente della Provincia di Napoli), Maria Palumbo (direttore generale del centro campano tecnologia e ambiente), Rocco Papa (vicesindaco ed ex presidente Bagnolifutura) Carlo Borgomeo (ex direttore Bagnolifutura), oltre ai tecnici e responsabili di laboratorio Daniela Cavaliere, Gaetano Cortellessa, Federica Caligiuri, Antonio Ambretti. Disposto inoltre il dissequestro delle aree ancora sotto sequestro.