Quelle telefonate dopo il femminicidio di Melito che hanno stretto il cerchio attorno a Marco Di Lauro

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Marco Di Lauro, processo con rito abbreviato per traffico di droga

Decisiva, per l’arresto di Marco Di Lauro, potrebbe essere stata la fibrillazione scatenata dopo l’omicidio di Norina Matuozzo, proprio da parte di un fedelissimo del boss.

‘Pizzini’, documenti, carte. Nella casa diventata covo del boss Marco Di Lauro c’era la contabilita’ del clan. Il superlatitante della camorra si nascondeva in via Emiliano Scaglione a Chiaiano, quartiere a Nord della citta’, non troppo lontana da quello di Secondigliano dove sono invece liberi, perche’ hanno scontato oltre dieci anni di carcere a testa, quattro dei suoi sei fratelli: Salvatore, Antonio, Nunzio e Raffaele. Il padre Paolo e’ in carcere, cosi’ come il fratello maggiore, Cosimo.

Adesso la procura di Napoli, e in particolare Quelle telefonate che hanno stretto il cerchio attorno a Marco Di Lauroil pool coordinato dall’aggiunto Giuseppe Borrelli, e’ al lavoro per decifrare tutte le carte che sono state sequestrate e che si ritiene abbiano un importante valore probatorio per cercare di decifrare le strategie criminali della cosca che nel 2004 poteva contare su incassi milionari. Eppure nonostante la disponibilita’ economica, il boss aveva deciso di restare sul territorio, anche se gli inquirenti ritengono che possa aver piu’ volte lasciato l’Italia per puntate in Sudamerica e negli Emirati Arabi.

La fibrillazione investigativa che si è chiusa con l’arresto di Di Lauro

C’e’ ancora un importante retroscena ed e’ legato all’omicidio di Melito avvenuto a ora di pranzo quando Salvatore Tamburrino, pregiudicato affiliato al clan Di Lauro, ha ucciso la moglie Norina, 33enne. L’uomo, che aveva scontato anni di carcere per camorra, era ritenuto vicino a Marco. Un suo passo falso, qualche telefonata di troppo, ha forse permesso la svolta decisiva che ha portato circa 150 uomini a Chiaiano, i quali hanno circondato tre edifici e sono arrivati a lui. Durante la conferenza stampa in seguito all’arresto del boss, i cronisti hanno chiesto al questore di Napoli, Antonio De Iesu, se esistessero legami tra i due eventi: “Nel primo pomeriggio c’è stata una fibrillazione dell’attività investigativa che ci ha consentito di fare degli intrecci per arrivare all’abitazione”.