Napoli, donna tenta il suicidio per i sigilli agli ormeggi abusivi

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Napoli, donna tenta il suicidio per i sigilli agli ormeggi abusivi

In seguito all’operazione contro gli ormeggi abusivi della polizia una donna tenta il suicidio.

All’alba è scattata un’operazione della Polizia di Napoli contro gli ormeggi abusivi sul lungomare. Sequestrati due ormeggi con 9 barche.

Per protestare contro il sequestro Rita De Crescenzo, moglie del proprietario di uno degli ormeggi si è ferita con un coltello ad una gamba. In seguito, dopo essere andata a presentare le proprie rimostranze all’Autorità Portuale, la donna è salita sul tetto dell’edificio dell’Autorità Portuale e solo l’intervento dei vigile del fuoco ha calmato la situazione.

La donna difende se stessa e il proprio lavoro, aggiungendo che per gli ormeggi hanno anche vinto un bando.

 Napoli, donna tenta il suicidio per i sigilli agli ormeggi abusivi

“Non ci vogliono rilasciare le autorizzazioni. Ci chiamano abusivi, ci chiamano camorristi, ma noi lavoriamo sotto il sole dalle sei del mattino. Siamo in attesa di una concessione e abbiamo vinto un bando. Stamattina i carabinieri ci hanno messo i sigilli e io per rabbia mi sono inflitta delle coltellate alla gamba destra. Sono pure salita sul tetto dell’Autorità Portuale, sono intervenuti anche i vigili del fuoco” dice Rita.

“Noi stiamo solo cercando di lavorare – aggiunge ancora – e vogliamo metterci in regola. Sono anni che di questi tempi accade questa cosa. Siamo dieci famiglie, abbiamo figli, debiti. Sono 25 anni che facciamo questo lavoro”.

foto – pressphoto