Napoli, case popolari occupate dai clan: una lista in Procura

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Napoli, case popolari occupate dai clan: una lista in Procura

Cronaca di Napoli: 100 case popolari occupate dalla Camorra sono al centro di un’inchiesta della procura.

La Procura di Napoli sta portando avanti un’inchiesta sulle case popolari nella città partenopea, in particolare quelle occupate dai clan della Camorra.

Ne dà notizia “Il Mattino”, che riporta come nella lista della procura sarebbero presenti 100 appartamenti (da restituire ai legittimi assegnatari). Una ricognizione silenziosa affidata dalla Procura partenopea agli uomini della polizia municipale, che sta andando avanti da mesi, nell’ambito di un’inchiesta che punta a contrastare uno dei fenomeni criminali più antichi e attuali: l’occupazione abusiva delle case popolari (in gran parte costruite con i fondi post terremoto).

In questo caso, si può parlare dell’uso di trasferire case degli enti locali da un affiliato all’altro, a seconda degli equilibri camorristici nel quartiere: la famiglia che governa in un determinato rione (ma a volte anche in un solo lotto di case popolari) allontana le famiglie sgradite.

È importante tener conto anche del sistema delle volture, che consiste nel caricare il nome di un affiliato sullo stato di famiglia che occupa (legittimamente o in modo abusivo) un certo domicilio. Dopo qualche mese, il nuovo entrato diventa l’unico titolare della casa pubblica, mentre gli antichi inquilini vengono via via allontanati.

L’inchiesta è condotta dal pool reati contro la pubblica amministrazione, coordinato dallo stesso procuratore Giovanni Melillo, ma che si avvale di informazioni e input provenienti dalla Dda.Napoli, case popolari occupate dai clan: una lista in Procura Sotto i riflettori gli ultimi anni, con attenzione riservata ai quartieri della periferia est di Napoli. Agli atti alcune dichiarazioni dei pentiti provenienti dalle famiglie Manco e Aprea, due organizzazioni criminali di Barra, San Giovanni e Ponticelli, che hanno ricostruito un fenomeno noto da almeno trent’anni, legato alla gestione di case e box auto, sempre e comunque per interessi criminali.

E non è un caso che, sul solco di questa inchiesta, circa un mese fa abbia fatto sentire la propria voce anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Datemi un quartiere o uno spaccato metropolitano pilota, che diamo inizio agli sgomberi e alla riappropriazione delle case pubbliche da parte dello Stato”.