Meccanico innocente ucciso per vendetta, annullata l’ordinanza per il boss Ciro Contini

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Ucciso per vendetta, annullata l'ordinanza per il boss Ciro Contini

Secondo il Tribunale del Riesame di Napoli Ciro Contini non fece parte del commando criminale che uccise Luigi Galletta: il nipote di Edoardo ‘o romano resta, però, in carcere per aver fatto parte del clan Sibillo.

La decima sezione del Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Ciro Contini, soprannominato ‘Nirone’, nipote del boss Edoardo, ritenuto di essere uno degli esecutori materiali dell’omicidio di Luigi Galletta, il giovane meccanico senza legami con la criminalita’ organizzata ucciso il 31 luglio 2015 per una vendetta trasversale durante la faida dei Decumani, nel centro storico di Napoli.

Ciro Contini era stato arrestato il 9 marzo

Difeso dall’avvocato Dario Vannetiello e Dario Proncetese, l’indagato e’ rimasto comunque in cella per altre contestazioni. Contini era stato arrestato il 9 marzo su mandato del gip dopo gli elementi probatori raccolti gia’ nell’indagini che aveva portato in carcere un anno fa Antonio Napoletano detto ‘nannone’, ora maggiorenne ma condannato a 18 anni di pena quando era ancora minorenne, con il ruolo di esecutore materiale del delitto di Galletta.

Contro Contini c’erano le intercettazioni ambientali raccolte subito dopo l’agguato tra i parenti della vittima e gli affiliati al clan Buonerba che commentavano tra loro il ruolo avuto nel delitto da Contini, per gli inquirenti elemento di vertice della cosca dei Sibillo rivale dei Buonerba. Il Riesame ha ritenuto troppo deboli gli elementi a sostegno della tesi dei pm, ma ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere rispetto all’accusa di associazione di stampo mafioso per aver fatto parte dei Sibillo.