Maturità 2019, ecco come cambia l’esame

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MMaturità 2019, ecco come cambia l'esame

E’ arrivata oggi la circolare del Miur con le nuove disposizioni per l’esame di maturità, che cambia rispetto lo scorso anno.

Maturità 2019, ecco come cambia l'esame

In accordo con le modifiche della legge 107 della Buona Scuola, oggi è arrivata la circolare direttamente dal Miur per cambiare l’esame di maturità. A partire da quest’anno infatti i maturando dovranno sostenere due prove scritte invece che le tre classiche.

I punti che dava la terza prova sono stati redistribuiti e in particolare conterà molto la carriera dello studente. Il decreto milleproroghe inoltre elimina le prove Invalsi e l’alternanza scuola-lavoro dai requisiti di accesso alla maturità.

“Accompagneremo le scuole e i ragazzi verso il nuovo esame. Ci saranno momenti di formazione per gli insegnanti e le commissioni. Ai ragazzi dico: se avete domande fatevi avanti, anche sui social, risponderemo ai vostri dubbi”, comunica il ministro Marco Bussetti tramite il proprio profilo Facebook.

La prima prova dell’esame di maturità resta il tema di italiano, che però subisce anch’esso delle modifiche.

Maturità 2019, ecco come cambia l'esame

Anche il tema di italiano cambia alcune delle sue parti. In accordo con una commissione di esperti è stata eliminata la traccia storica, riducendo le tipologie di testo da 4 a 3. Rimangono l’analisi del testo (tipologia A), ma ampliata a due autori e non a uno solo (potranno inoltre essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia a oggi e non solo del Novecento); la tipologia B (tre tracce): analisi e produzione di un testo argomentativo; la tipologia C (due tracce): riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

I maturandi dovranno quindi scegliere tra queste nuove possibilità e produrre un elaborato che può spaziare tra un ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

Gli esperti hanno dichiarato a proposito della tipologia B “proporrà ai maturandi un singolo testo compiuto o un estratto da un testo più ampio, chiedendone l’interpretazione seguita da una riflessione dello studente”. Mentre per quanto riguarda la tipologia C verranno proposte “problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze degli studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione”.

Vediamo adesso i requisiti minimi per accedere alla maturità e come cambia il sistema di valutazione.

Posto che le prove Invalsi e l’alternanza scuola-lavoro non costituiscono più un requisito per accedere all’esame di stato, vediamo quali sono i criteri minimi. Per accedervi lo studente dovrà aver frequentato i 3/4 delle ore totali dei corsi, avere almeno 6 in tutte le materie e il 6 in condotta, che cambia denominazione e diventa comportamento. Potranno accedere anche studenti con una insufficienza se il consiglio di classe ne motiverà la decisione.

Per quanto riguarda invece i punteggi, le prove scritte varranno un massimo di 20 punti a testa. La commissione disporrà di ulteriori 20 punti (per un totale di 60) da assegnare per l’orale. Il credito maturato nell’ultimo triennio passa da 25 punti a ben 40. La commissione disporrà ci 5 punti bonus, nel caso lo ritenesse opportuno, a patto che lo studente abbia ottenuto almeno 50 punti alle prove e 30 nella valutazione dei crediti.

La seconda prova, che riguarda gli indirizzi specifici, non cambia, verranno però distribuite delle griglie di valutazione per rendere più omogenea la valutazione stessa.