Jorit torna in libertà ma è stato espulso da Israele per 10 anni

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Jorit torna in libertà ma è stato espulso da Israele per 10 anni

Jorit: il famoso autore di murales era stato arrestato a Betlemme dopo aver realizzato un’opera dedicata alla giovane attivista palestinese Ahed Tamimi.

È finito l’incubo per Jorit e altri due street artist (un italiano e un palestinese), rilasciati dopo essere stati fermati sabato scorso dalla polizia israeliana. Motivo del fermo era stata la realizzazione di un murales raffigurante Ahed Tamimi, 17enne divenuta simbolo di resistenza del popolo palestinese dopo essere stata arrestata per aver schiaffeggiato due soldati dell’Idf (e liberata ieri dopo otto mesi di detenzione). Il rilascio dei tre ragazzi, sospettati di aver “danneggiato e imbrattato la Barriera di difesa nella zona di Betlemme”, è stato subordinato dalle autorità israeliane a un provvedimento di espulsione dal Paese per almeno 10 anni.

Jorit, Napoli e Quarto si sono mobilitate per l’artista

Jorit torna in libertà ma è stato espulso da Israele per 10 anni

Per il famoso artista (autore, tra gli altri, dei murales dedicati a Diego Armando Maradona, San Gennaro e Marek Hamsik), c’era stata subito dopo l’arresto una grande mobilitazione popolare, che ha visto coinvolti tanti personaggi della politica e della cultura di Napoli (e anche gli abitanti del comune di Quarto, dove l’artista vive da anni), a dir poco increduli per quanto accaduto. Ieri mattina c’è anche stato un presidio di solidarietà in Piazza Municipio a suo sostegno da parte dei cittadini. Tutto è comunque finito bene, con lo stesso Jorit che, attraverso una fotografia postata sui social, ha ringraziato tutti coloro che hanno reclamato a gran voce la sua liberazione.

Jorit libero: “Ho avuto paura, ma lo rifarei”

Arrestato e rilasciato nel giro di 24 ore, l’artista italo-olandese racconta il momento del fermo: “Ci siamo spaventati -riporta “Il Mattino”- quando i militari, impugnando i fucili d’assalto, hanno sbarrato la strada. D’improvviso, senza ragione. Ci hanno portato in una stazione di polizia, trattato in maniera abbastanza rude e sistemato su una panca di ferro molto fredda, in uno spazio comune con altre persone. Impossibile dormire. Il giorno dopo, alle 14, ci hanno trasferito in un altro posto”. La paura è stata dunque tanta, ma Jorit, in riferimento al murales realizzato per la causa palestinese, non esita a dire “lo rifarei”.