Comune di Napoli, pignorati 24 milioni della cassa

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Comune di Napoli: i soldi sono stati bloccati per un pignoramento del Consorzio ricostruzione 8.

Nuovi problemi economici sul Comune di Napoli. La cassa comunale è stata infatti pignorata per 97 milioni. Sui conti c’erano tuttavia soltanto 24 milioni, gli unici disponibili, depositati presso il tesoriere del Municipio (ovvero il Banco di Napoli). Tale somma è stata bloccata per un pignoramento del Consorzio ricostruzione 8 (Cr8), titolare di un credito nei confronti di Palazzo San Giacomo per lavori effettuati dopo il terremoto del 1980, per appunto 97 milioni di euro. Il Consorzio edile ha dunque fatto richiesta al Comune del pagamento della restante parte del debito, che in totale ammonta a 84 milioni di euro, 20 dei quali sono stati già liquidati da Palazzo San Giacomo l’anno scorso. La somma che il Comune deve ancora corrispondere al Consorzio è pari a 64 milioni, gravata però dell’incremento del 50% sulla sorta capitale: ecco perché si arriva alla cifra di 97 milioni complessivi.Comune di Napoli, Panini: panini Interventi su scuola e Anm Si tratta del secondo pignoramento ottenuto dal Cr8: il primo fu disposto dal tesoriere il 27 luglio 2016, per 98 milioni di euro, con la liquidità di cassa rimasta bloccata per sei mesi. Questa vicenda “determinerà nell’immediato almeno un rallentamento nel pagamento dei fornitori, poi vedremo il resto. La cosa non ci fa bene ma non avrà una ricaduta clamorosa sui flussi di cassa, come avvenne con il primo pignoramento nel 2016. Adesso per la spesa corrente dovremmo ricorrere al fondo di anticipazione di tesoreria. Questo vuol dire che i soldi che avevamo in cassa fino a lunedì, giorno in cui è stato disposto il blocco, ovvero i 24 milioni, restano congelati e pignorati. La legge però ci consente di poter ottenere dalla tesoreria una concessione di liquidità per far fronte alle necessità momentanee di cassa”: queste le parole dell’assessore al Bilancio, Enrico Panini.Bagnoli, piano delle bonifiche entro il 2018. De Luca: "A rischio fondi europei" Su questa vicenda, Panini chiama in causa anche il governo nazionale: “Lo scorso novembre –ha proseguito- avevamo siglato un’intesa col consorzio nella quale si conveniva che degli 83 milioni ormai accertati, solo 20 erano addebitabili al Comune di Napoli. Tutto il resto, invece, era di competenza statale perché stiamo parlando di somme, quindi debiti, contratti dal Commissariato straordinario. Il governo non ha dato segnali neppure parziali di interessamento per quanto riguardava la sua parte di debito”. Il sindaco Luigi de Magistris si è attivato con la sottosegretaria Maria Elena Boschi e il premier Paolo Gentiloni per parlare di quanto accaduto. Il Comune di Napoli (che per questo contenzioso ha anche fatto ricorso al Consiglio di Stato, da cui non è stata però ancora fissata un’udienza) aveva di recente ricevuto buone notizie da parte della Corte dei Conti, avendo inoltre il via libera in Finanziaria dello Spalmadebiti (che ha consentito un rientro del disavanzo in 20 anni e non più in 10).