Calcio, Prima categoria: Montecalvario-Lokomotiv Flegrea finisce in rissa

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Cronaca di Napoli: maxi rissa allo stadio Denza tra i calciatori di Montecalvario e Lokomotiv Flegrea (con accuse reciproche).

Non ha avuto nulla di sportivo la partita giocata sabato scorso allo stadio Denza di Posillipo tra Montecalvario (squadra dei quartieri spagnoli) e Lokomotiv Flegrea (compagine di dichiarata fede antifascista e antirazzista e animata da un collettivo sociale di cui fanno parte famiglie e associazioni dell’area flegrea), valevole per il campionato di calcio di Prima categoria. È successo di tutto: aggressioni, intervento delle forze dell’ordine, calciatori e dirigenti di una squadra feriti e anche l’arbitro minacciato, con sullo sfondo una scia di accuse reciproche.

Dietro tutto questo ci sarebbe anche un forte contrasto politico: “Nelle passate partite quelli della Montecalvario ci hanno dedicato saluti romani. Questa volta sono passati alle vie di fatto, aggredendoci e mandandoci all’ospedale”, dicono in un comunicato i responsabili della Lokomotiv.

Come riporta “Il Mattino”, la tensione è esplosa alla mezz’ora della ripresa, quando il punteggio era sull’1-0 per i flegrei. Dopo una lite in seguito a un’azione contestata, si è scatenata la rissa, con successivo intervento dei Carabinieri sul terreno di gioco e, ovviamente, partita sospesa.

Dopo la sospensione, due dirigenti della Lokomotiv, avvicinatisi al cancello dell’impianto chiedendo l’immediata uscita dei giocatori per evitare conseguenze più gravi, sono stati pestati e allontanati, mentre i calciatori della Montecalvario prendevano a calci lo spogliatoio dell’arbitro. Il bilancio è di tre calciatori flegrei finiti all’ospedale con lesioni e traumi. La sezione locale della Figc non si è ancora pronunciata e attende giovedì l’arrivo del referto arbitrale. A questo brutto spettacolo hanno assistito anche i ragazzini della scuola calcio: “Una mattanza -fa sapere la Lokomotiv in un comunicato- che avveniva sotto gli occhi dei giovani atleti della nostra scuola calcio popolare, che credevano di essere venuti ad assistere a una partita di calcio, e hanno dovuto invece vedere i loro atleti e dirigenti picchiati con delle mazze da quelli della squadra avversaria”.Calcio, Prima categoria: Montecalvario-Lokomotiv Flegrea finisce in rissa Raffaele Valentino (dirigente del Montecalvario). ammette parte degli addebiti ma non la scintilla della rissa: “In federazione mi prenderò le responsabilità di quanto accaduto in mezzo al campo, ma non voglio che passi la notizia che la Lokomotiv è una vittima e noi i colpevoli, perché siamo stati aggrediti anche noi, prima noi”. La responsabilità maggiore sarebbe a suo parere dell’arbitro: “Un ragazzino, non è riuscito a calmare gli animi e ha avuto una direzione tutta in favore degli avversari. La situazione è degenerata nel secondo tempo, quando un calciatore della Lokomotiv ha tirato una testata al nostro, che ha risposto verbalmente. Dopo è arrivato un altro calciatore della Lokomotiv, che ha colpito con un pugno in faccia il nostro giocatore”.

Ma la società flegrea non ci sta: “Valentino si adopera in una serie di falsità: parla di una testata di un nostro che non è mai esistita. Invece il calciatore in questione, dopo aver subito fallo, è stato due volte colpito, allo stomaco e alla testa, a gioco fermo”. Il dirigente del Montecalvario parla inoltre del pubblico avversario, arrivato in campo “con bottiglie rotte, spranghe, bandiere, cinghie. Ci hanno seguito fin negli spogliatoi.

Ma anche in questo caso la Lokomotiv Flegrea nega, sottolineando che “i nostri tifosi si sono presentati in massa, disarmati, davanti al cancello del campo, perché i calciatori della Montecalvario avevano aggredito i nostri giocatori, perché un nostro dirigente è stato colpito con una mazza alla testa e perché due altre persone del collettivo che organizza le attività sono state malmenate. Ma non sono entrati, avevano sbarrato l’ingresso”. Dimostrandosi “maturi a rispondere solo con qualche bordata di fischi quando i sostenitori del Montecalvario gli hanno urlato comunisti di merda”.