Bomba contro la pizzeria Sorbillo, un collaboratore: “Non era per lui”

191
Bomba contro la pizzeria Sorbillo, un collaboratore: “Non era per lui”

Da intercettazioni emerge che un collaboratore ha detto a Gino Sorbillo che la bomba di gennaio fosse indirizzata ai titolari di un’altra pizzeria (che abitano nello stesso stabile del locale).

A poche ore dagli arresti nel clan Mazzarella per le estorsioni in via Tribunali, emerge un particolare riguardante la bomba che lo scorso 16 gennaio colpì la famosissima pizzeria Sorbillo.

Come riporta “Fanpage”, sul reale obiettivo di quell’ordigno non c’è ancora chiarezza. Dalle intercettazioni emerge che in zona già subito dopo l’attentato si sparse la voce che quello alla nota pizzeria fosse solo un “danno collaterale”, causato da un errore di chi aveva lanciato l’ordigno, destinato ai titolari di un’altra pizzeria (i quali abitano nello stesso stabile).Bomba contro la pizzeria Sorbillo, un collaboratore: “Non era per lui” Nelle telefonate, intercettate dalla Squadra Mobile di Napoli, si evince che lo stesso Gino Sorbillo era stato messo al corrente da un suo collaboratore del fatto che la bomba non sarebbe stata diretta alla sua pizzeria.

È lo stesso collaboratore del pizzaiolo a spiegare a una poliziotta la dinamica di quel lancio sbagliato, ricostruito in base a quello che ha saputo: la bomba sarebbe stata tirata verso un balcone dell’edificio ma sarebbe rimbalzata.

Ora hanno creato un macello – dice la poliziotta – questo Gino che sta cavalcando…” e l’altro ribatte “Gino ha avuto 500 euro di danni e sta facendo un milione di euro di pubblicità“. Malgrado le intercettazioni, gli investigatori non hanno ancora fatto piena chiarezza sulla bomba.

Gino Sorbillo sulla bomba: “Ho aspettato sette mesi per delle risposte”

Raggiunto dalla trasmissione Barba&Capelli (in onda su Radio CRC), Gino Sorbillo è tornato sulla vicenda della bomba che ha colpito la sua pizzeria, ma forse non destinata alla sua attività commerciale: “Dall’esplosione ho vissuto solamente un periodo di confusione in merito al caso -ha dichiarato il pizzaiolo- Ho aspettato sette mesi per riuscire ad avere qualche risposta.

Pochi giorni fa è stata resa pubblica una dichiarazione che afferma che la bomba non era indirizzata alla mia pizzeria. Non trovo normale che questi ragazzi abbiano pensato, quella notte, di gettare una bomba all’interno di un balcone, all’interno del quale è rimbalzata e caduta nel mio locale”.Bomba contro la pizzeria Sorbillo, un collaboratore: “Non era per lui” Il suo impegno contro il racket resta comunque fortissimo: “Per me ciò che conta è la considerazione delle persone che stimo. Ho dato forza, direttamente ed indirettamente, ai commercianti. Non siamo secondi a nessuno. Piano piano ho cercato di fare rete con gli ultimi, facendo capire che era possibile fare delle attività commerciali.

Sono un pizzaiolo di strada, vivo il territorio, e ciò che chiedo è una bonifica dei vicoletti della città, attraverso una maggiore presenza. Bisognerebbe video-sorvegliare tutte le strade di serie B, all’interno delle quali si annidano i problemi“.