Blitz contro ricettatori di opere d’arte: cinque arresti nell’operazione Antiques

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Blitz contro ricettatori di opere d’arte: cinque arresti nell’operazione Antiques

Cronaca di Napoli: l’operazione Antiques ha portato alla scoperta di una banda di ricettatori internazionali di opere d’arte e al recupero di beni per 1,5 milioni di euro.

Stamattina, al termine di una complessa attività d’indagine della Procura di Reggio Calabria, svoltasi tra la città calabrese, Napoli, Brescia, Catania, Torre del Greco, Arzano, Melito di Napoli, Sant’Antonio Abate, Ischia, Castrezzato, Isola del Liri e Grana, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cosenza, coadiuvati da quelli del Reparto Operativo TPC di Roma, dei Nuclei TPC di Napoli, Roma, Bari, Perugia, Firenze, Monza, Torino, della Sezione TPC di Siracusa e dell’Arma territoriale hanno dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e a 20 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di opere d’arte, quali dipinti, sculture in bronzo e marmo, oggetti chiesastici, provento di furto in territorio nazionale ed alla loro esportazione illecita, per la successiva commercializzazione in ambito internazionale.Blitz contro ricettatori di opere d’arte: cinque arresti nell’operazione Antiques I provvedimenti scaturiscono dall’esito di un’indagine, convenzionalmente denominata Antiques. Le investigazioni, avviate nel novembre 2015 a seguito di un controllo ad un esercizio commerciale d’antiquariato di Reggio Calabria e corroborate anche da attività tecniche e di riscontro mediante l’utilizzo della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando Carabinieri TPC, hanno consentito di acquisire numerosi elementi investigativi di colpevolezza nei confronti dei componenti di un pericoloso sodalizio criminale, con base a Napoli e provincia e con ramificazioni nel bresciano, dedito alla ricettazione di beni antiquariali trafugati sul territorio nazionale e commercializzati anche tramite antiquari calabresi compiacenti ovvero esportati illecitamente per essere venduti presso fiere di settore in Francia, come Avignone e Montpellier.

Inoltre, sono state recuperate diverse opere trafugate, alcune di rilevante importanza, nonché un ingente quantitativo di oggetti d’antiquariato esportati in territorio francese, senza la prescritta autorizzazione dei competenti organi del Mibac.

Nello specifico venivano recuperati beni di rilevanza storico artistica, provento di furto ai danni di abitazioni private del territorio nazionale, tra i quali emerge, per importanza, un dipinto, olio su tela, del ‘700, raffigurante “Madonna con Bambino”, di Scuola Napoletana, trafugato nel 2014 da un palazzo nobiliare di Arcevia (AN) (visibile nel contributo video trasmesso), nonché di sequestrare, al valico di Ventimiglia (IM), al confine con la Francia, centinaia di beni antiquariali, costituiti prevalentemente da elementi di arredo antico e di pregio, quali sculture in marmo e bronzo, consolle, dipinti su tavola e su tela, suppellettili antichi in argento, ceramica e porcellana, trasportati a mezzo di furgoni presi a noleggio per l’occasione dagli appartenenti al sodalizio criminale (visibili nel contributo video trasmesso.

Il valore economico di tutti i beni sequestrati è stato stimato in circa 1,5 milioni di euro. I destinatari delle misure cautelari personali degli arresti domiciliari sono il 39enne Luigi Benducci, Pasquale Iuliano (51 anni), Giuseppe Pedata (46 anni) e Raffaele Petti (68 anni).