Vesuvio, i roghi sono dolosi. Ripresa attività di spegnimento

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Vesuvio in fiamme, famiglie evacuate, paura e rabbia. E’ uno spettacolo devastante. Riprese le attività di spegnimento. I roghi sono dolosi. Utilizzati animali vivi per estendere gli incendi. 

vesuvioDalle prime ore di oggi sono riprese le attività di spegnimento dei vasti incendi divampati ieri sul versante del Vesuvio. In azione Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, personale della Regione Campania, e circa 100 volontari della Protezione Civile, mentre dall’alto tre Canadair e un elicottero regionale nelle aree di Ottaviano, Trecase e Torre del Greco, colpite ieri duramente dalle fiamme. Sono arrivate anche due autobotti dalla Regione Piemonte. Durante la notte sono stati effettuati presidi fissi nei pressi di ristoranti e abitazioni, dopo che ieri, soprattutto nelle prime ore del pomeriggio, si era lavorato per domare le fiamme alimentate dal vento. Nel pomeriggio di ieri, un vasto incendio ha distrutto la caserma della Guardia forestale di Trecase, dismessa da quattro anni. Nello stesso luogo, l’intervento tempestivo di vigili del fuoco e Carabinieri forestali ha evitato che le fiamme raggiungessero una fabbrica di fuochi pirotecnici. In serata il vento è cambiato e le fiamme sono scese fino a San Sebastiano al Vesuvio. Sulla panoramica sono stati evacuati alcuni edifici. vesuvioUn aiuto per l’intera giornata di ieri è stato fornito dall’ elicottero “Erickson S-64 F” di Pontecagnano in grado di gettare sulle fiamme fino a 9 mila litri di liquido estinguente.  Poi è arrivata la grande paura che le fiamme potessero raggiungere le discariche alle pendici del vulcano trasformando l’incendio in un drammatico rogo tossico di rifiuti: esercito schierato fino a notte fonda a protezione della discarica di Novelle Castelluccio per intervenire con immediatezza in caso di fiamme troppo vicine.vesuvio L’incendio è doloso, l’hanno subito appurato i carabinieri forestali che hanno individuato otto inneschi differenti, tutti partiti nello stesso momento, tutti in zone impervie, irraggiungibili. Stavolta, però, chi ha dato fuoco al Vesuvio ha deciso di fare le cose in grande, per rendere impossibile lo spegnimento. Chi ha agito conosce bene quella montagna, s’è inoltrato nei boschi e per rendere più difficile l’intervento dei vigili del fuoco, ha utilizzato animali, probabilmente gatti, povere vittime da sacrificare: cosparsi di benzina e dati alle fiamme, nelle loro disperata e inutile fuga hanno raggiunto la boscaglia più fitta dov’è impossibile intervenire con rapidità quando scoppia un incendio. La Protezione civile regionale ha reso noto il dato comparativo degli incendi in Campania tra il 15 giugno ed il 10 luglio del 2016 (158), con quello del 2017, (927).