Truffa milionaria all’Ospedale di Caserta: arrestato anche un ex primario

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Truffa milionaria all’Ospedale di Caserta: arrestato anche un ex primario

Cronaca di Caserta: truffa di quasi 2 milioni di euro al servizio sanitario. 6 gli indagati nell’inchiesta nata dalle intercettazioni per la cattura del latitante Pasquale Scotti.

Scoperta una truffa milionaria ai danni del servizio sanitario, che ha portato all’arresto di Angelo Costanzo, ex primario di patologia clinica dell’ospedale di Caserta. Con lui in manette anche sua moglie Vincenza Scotti, sorella dell’ex superlatitante e braccio destro di Raffaele Cutolo, Pasquale Scotti.

Secondo le indagini dei Nas, approfittando del suo ruolo di dirigente, Costanzo avrebbe caricato sulle spese dell’ospedale le spese del laboratorio Sanatrix gestito da sua moglie.Truffa milionaria all’Ospedale di Caserta: arrestato anche un ex primario Tutto con la complicità di un’infermiera, Angelina Grillo, anch’ella arrestata questa mattina, che per aiutare la coppia si sarebbe fatta pagare viaggi a Capri e a Ischia ma si sarebbe anche fatta consegnare i soldi necessari per corrompere un ufficiale dell’Esercito Italiano, affinché consentisse a suo figlio di superare il concorso per l’accesso alle forze armate. Per questa vicenda è stato colpito da obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria l’ufficiale dell’Esercito Generoso Vaiano, accusato di avere favorito la mediazione.

Come riporta “Il Mattino”, nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è anche emerso il coinvolgimento di Giovanni Baglivi ed Ernesto Accardo, rappresentanti di ditte fornitrici dell’ospedale di Caserta che, in cambio di mazzette e di viaggi, avrebbero attestato a carico dell’azienda ospedaliera forniture in realtà consegnate al laboratorio clinico della Scotti. Il danno erariale procurato all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano ammonta a un milione e 800mila euro.

Le indagini sono partite durante l’ultima fase di ricerche del latitante Pasquale Scotti, catturato a Recife, in Brasile, dopo 31 anni di latitanza. Dalle intercettazioni a carico della sorella e del cognato sono emersi gli scenari oggetto dell’ordinanza eseguita oggi.

Le verifiche riguardano il periodo che va dal 2015 al 2017, in cui in parte l’ospedale era commissariato per camorra. Durante quel periodo il 10% delle analisi fatte risultare a carico dell’ospedale erano in realtà eseguite al Sant’Anna per conto del laboratorio della Scotti. Il primario e la moglie sono finiti ai domiciliari, mentre l’infermiera è in carcere.