Corruzione e falso in atti pubblici: arrestato il sindaco di Villa Literno

251
Corruzione e falso in atti pubblici: arrestato il sindaco di Villa Literno

Villa Literno: il sindaco Nicola Tamburrino è ai domiciliari per corruzione e falso ideologico in atti pubblici. Arrestati anche due imprenditori edili e l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune.

Clamoroso a Villa Literno, dove il sindaco della città casertana, Nicola Tamburrino, è stato arrestato dai Carabinieri su provvedimento disposto dal Gip, assieme a due imprenditori edili e a Giuseppe D’Ausilio, funzionario del Comune di Frignano (ed ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Villa Literno).

La misura cautelare è stata disposta a seguito di un’attività di indagine della Procura di Napoli Nord per corruzione e falso ideologico in atti pubblici. Per il primo cittadino di Villa Literno sono stati disposti gli arresti domiciliari. Nell’inchiesta sono coinvolti anche alcuni dipendenti del Comune.

I fatti risalgono al periodo pre e post elettorale del rinnovo del mandato a sindaco, riguardando il rilascio di un permesso, concesso ad alcuni imprenditori, per costruire un centro ricettivo turistico in via delle Dune a Villa Literno.

Tamburrino è stato colpito dalla misura cautelare anche per un’altra vicenda corruttiva, riguardante il pagamento di crediti per prestazioni svolte a favore dell’ente comunale da un altro imprenditore (pagamento ottenuto in un periodo di dissesto del Comune).Corruzione e falso in atti pubblici: arrestato il sindaco di Villa Literno Le indagini sono state svolte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, i quali hanno ricostruito le operazioni, individuando una condotta di illecita interferenza nella pratica amministrativa e in quella di liquidazione di crediti da parte degli amministratori e tecnici del Comune di villa Literno.

Tra gli indagati figura anche il sindaco di Lusciano, Nicola Esposito. Secondo gli investigatori, durante le indagini sono emerse le condotte illecite poste in essere dal sindaco, da un suo ex assessore e da altri dipendenti comunali, per ottenere dalla Regione Campania l’erogazione dei fondi europei per la realizzazione della rete fognaria.

Il successivo appalto, secondo la Procura, sarebbe stato pilotato e sarebbe finito all’imprenditore arrestato, anello di congiunzione tra le due vicende. Per i fatti di Lusciano, sui quali è stato importante il contributo dell’Anac, sono in corso perquisizioni da parte dei Carabinieri.