Caserta, sotto inchiesta i manager del Consorzio Idrico per un danno erariale di oltre 3 milioni

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Caserta, sotto inchiesta i manager del Consorzio Idrico

E’ stato quantificato un danno erariale di oltre 3 milioni di euro patito dal Consorzio idrico Terra di Lavoro di Caserta per l’indebita corresponsione di emolumenti ai vertici amministrativi e gestionali dell’ente.

I finanzieri del Comando Provinciale di Caserta, al termine di una indagine delegata dal vice procuratore generale della Procura della Corte dei Conti per la Campania, Ferruccio Capalbo, hanno quantificato un danno erariale di oltre 3 milioni di euro patito dal Consorzio idrico Terra di Lavoro (Citl) per l’indebita corresponsione di emolumenti ai vertici amministrativi e gestionali dell’ente. In particolare, il management del Consorzio, ente costituito per la gestione del servizio idrico di diversi Comuni della provincia di Caserta, ha indebitamente corrisposto, nel periodo dal 2011 al 2019, stipendi al presidente e vice presidente dell’assemblea consortile e all’intero Cda. Somme liquidate in violazione alle misure di contenimento della spesa pubblica nel D.L. 78/2010, che ha previsto la necessaria gratuita’ dell’attivita’ svolta da “amministratori di comunita’ montane e di unioni di comuni e comunque di forme associative di enti locali aventi per oggetto la gestione di servizi e funzioni pubbliche”.

La magistratura contabile ha disposto la notifica degli inviti a dedurre nei confronti di 20 amministratori pro-tempore del Citl nei cui confronti e’ stata ritenuta ascrivibile la responsabilita’ amministrativa per l’indebita percezione, a vario titolo, complessivamente di circa 900mila euro, per il periodo dal 2014 al 2019, per intervenuta prescrizione per le annualita’ pregresse.

I NOMI

Gli avvisi a dedurre hanno raggiunto il direttore generale Giuseppe Farbo, l’ex membro del cda Carlo Sorrentino, ex del Cda, Vitaliano Ferrara, Domenico Iovinella, Biagio Lambiase, Maurizio Paolella, Michele Scirocco, Giovan Battista Valentino, Cesario Villano, Marco Zanfagna, Domenico D’Agostino, Carlo Benincasa. Devono, secondo la Corte, restituire il denaro percepito anche i revisori Immacolata Lama, Vincenza Piccolo e Vincenzo Piscitelli.

Come riporta un articolo de ‘Il Mattino’, a firma della collega Mary Liguori, il presunto danno erariale oggetto di contestazione è la somma delle indennità percepite dai manager negli ultimi quattro anni. Nel dettaglio il presidente Di Biasio, Palmieri, L’Arco e Sorrentino hanno ricevuto 117mila euro ciascuno; Cervo e Del Monaco 113mila; Lama, Piccolo e Farbo 40mila; Iovinella, Lambiase, Paolella, Scirocco, Valentino, Villano, Zanfagna, D’Agostino, Benincasa e Ferrara 3700.