Architetto casertano arrestato per abusi su figlia in crociera, la difesa: “Calunnia”

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Architetto casertano arrestato per abusi su figlia in crociera, la difesa: “Calunnia”

Due animatori latinoamericani di una nave da crociera avrebbero “frainteso” la bimba: l’uomo (accusato di abusi e rimasto per 112 giorni in carcere in Grecia) li denuncia per calunnia.

Un’incredibile vicenda di cronaca che parte da una crociera ha coinvolto una coppia di professionisti casertani, un architetto e una docente. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di molestie verso la figlia, e rilasciato su cauzione il 14 dicembre 2018, dopo ben 112 giorni di carcere in Grecia.

Ma, come riporta “Il Mattino”, la vicenda sarebbe solo un gigantesco errore, causato probabilmente dalla cattiva conoscenza della lingua italiana di due animatori della nave da crociera dove la famiglia si trovava la scorsa estate. A questo punto, l’uomo vuole rivalersi sui due animatori, denunciati per calunnia alla Procura di Napoli Nord.Architetto casertano arrestato per abusi su figlia in crociera, la difesa: “Calunnia” Tutto sarebbe accaduto lo scorso 24 agosto a Corfù. Due animatori, un uomo ed una donna originari rispettivamente del Brasile e di El Salvador e con poca dimestichezza con l’italiano, avrebbero appreso direttamente da una bambina di aver subito molestie dal padre, dopo che quest’ultimo l’aveva lasciata con gli animatori prima di scendere dalla nave da crociera per un’escursione assieme alla moglie.

Ma si sarebbe trattato di un gigantesco equivoco, come spiegato dagli avvocati Maurizio Zuccaro ed Ilaria Grumetto. “I due dipendenti della compagnia non hanno neppure una perfetta conoscenza della lingua italiana e la bimba, ascoltata da una psicologa del posto, per un’ora, grazie alla collaborazione di una interprete locale, ha anche riferito di non avere mai detto di avere subito delle molestie dal papà“.

Un clamoroso equivoco, dopo il quale “il professionista è stato arrestato ed incarcerato, con la moglie rimasta a Corfù con la figlia, letteralmente abbandonati a loro stessi, mentre la nave riprendeva la crociera come se nulla fosse successo. Intendiamo chiedere conto anche di questo alla compagnia“.