Camorra, ben 23 arresti in Irpinia: smantellato il nuovo clan Partenio

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Camorra, ben 23 arresti in Irpinia: smantellato il nuovo clan Partenio

Cronaca di Avellino: un blitz che ha visto impegnati oltre 250 Carabinieri ha portato all’arresto di 23 persone legate al nuovo clan Partenio.

Importante blitz contro la Camorra in Irpinia. Dall’alba di oggi oltre 250 Carabinieri del comando provinciale di Avellino sono impegnati per l’esecuzione di 23 misure coercitive, per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, estorsione, detenzione di armi ed altro. L’operazione, denominata Partenio 2.0, ha consentito di smantellare il nuovo clan Partenio, egemone nella città di Avellino ed in altri Comuni della provincia.

Le indagini si sono intensificate dopo alcuni allarmanti episodi che si sono recentemente verificati nel Capoluogo irpino, tra cui l’attentato a un imprenditore (al quale è stato fatto esplodere un ordigno nell’auto) e l’aggressione all’assessore alla Sicurezza del Comune di Avellino, Giuseppe Giacobbe. Nel mirino era finito anche l’ex consigliere comunale Damiano Genovese, figlio di Amedeo in carcere per scontare una condanna all’ergastolo.

Come riporta “Il Mattino”, c’è anche lo scambio elettorale politico-mafioso tra i reati che vengono contestati agli arrestati, pratica ritenuta “il braccio economico del nuovo clan Partenio”: “L’Irpinia deve poter tornare a respirare, ed Avellino non può e non deve sottostare a logiche di sopraffazione come quelle imposte dalla camorra -ha scritto su Facebook Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare Antimafia- Lo Stato c’è, ora insieme alla società civile si dovrà far squadra per estirpare questa mala pianta“.

Nei confronti delle persone indagate, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, la Dda di Napoli ha inoltre emesso un sequestro preventivo-probatorio anche per turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio. Sono in corso perquisizioni da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Napoli in abitazioni, uffici, sedi di società e aziende che sarebbero collegate, per interposta persona, al gruppo criminale.