lunedì, Maggio 17, 2021

Terremoto del 1980: 15 milioni per completare la ricostruzione in Irpinia

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Terremoto del 1980: 15 milioni per completare la ricostruzione in Irpinia
Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Terremoto del 1980 in Irpinia: a 39 anni da una delle ferite più gravi subite dalla Campania, restano ancora dei fondi da spendere per la ricostruzione.

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Sono passati 39 anni dal 23 novembre 1980, quando alle 19.35 un terremoto di magnitudo 6.9 colpì l’Irpinia, causando circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e, secondo le stime più attendibili, 2.914 morti.

Di quei maledetti 90 secondi, chi c’era ricorda ogni attimo, ogni sensazione: insomma, quel sisma rappresenta una delle ferite più gravi subite non solo dall’Irpinia ma dall’intera Campania nel corso della sua storia. La ricostruzione è stata lunga e faticosa (oltre che caratterizzata da numerosi strascichi giudiziari) e non è ancora finita.Terremoto del 1980: 15 milioni per completare la ricostruzione in Irpinia Come riporta “Il Mattino” (di cui resta storico il disperato titolo Fate presto per intensificare i soccorsi nelle zone terremotate), il comitato regionale post-sisma ha fatto il punto della situazione, tra fondi residui, interventi sull’edilizia pubblica e privata. Restano da recuperare circa 40 milioni in Campania, 15 in Irpinia.

Così Roberta Santaniello, che dalla Regione Campania sta curando i capitoli sulle risorse mancanti e sulla protezione civile: “In questi 4 anni -ha dichiarato Santaniello- con legge regionale è stato previsto un comitato per la semplificazione e per la velocizzazione delle procedure burocratiche per mettere fine, dal punto di vista formale e forse anche sostanziale, alla ricostruzione intesa in senso tecnico. Quattro anni fa stimammo un fabbisogno di 130 milioni per tutta la regione, 56 per l’Irpinia. Parliamo di fondi per opere già approvate e previste -chiarisce Santaniello- e che non avevano mai visto un inizio. Oggi siamo in grado di poter dare numeri positivi: in totale 92 milioni impegnati e 67 milioni già a disposizione di chi ne aveva fatto richiesta, spesso comuni ma anche privati”.

Partendo da quei numeri, si è poi giunti al calcolo dei 40 milioni che restano da spendere. Eppure, da Avellino all’Alta Irpinia i segni del terremoto e del post-terremoto restano visibili, soprattutto nei prefabbricati. Nella speranza che l’anno prossimo, 40mo anniversario del terremoto in Irpinia, tali fondi saranno stati utilizzati almeno per buona parte.

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