Terremoto, cala il sipario. Ma c’è chi proroga il suo aiuto alle popolazioni fino a dicembre

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di Maria Sordino – Sono trascorsi 19 giorni dal violento terremoto che ha colpito il Centro Italia nella notte del 24 agosto e l’onda mediatica delle informazioni sugli aiuti ai terremotati ha esaurito la sua spinta.

Eppure, è notizia di queste ore che il Consorzio Parmigiano Reggiano ha deciso di prorogare il suo impegno, per le popolazioni colpite, fino al 31 dicembre.

Come già pubblicato su 2ANews.it il 2 set, 2016, il Consorzio Parmigiano Reggiano, insieme ad altre realtà del mondo del Food, ha promosso una serie di iniziative a sostegno delle aree colpite dall’emergenza.

Queste le parole di Stefano Berni, direttore del Consorzio: “I titolari delle nostre aziende danneggiate 4 anni fa dal sisma dell’Emilia e della Lombardia, ben sapendo cosa significhi vivere un’esperienza simile, hanno messo a disposizione tutto il Grana Padano che servirà alle esigenze alimentari delle popolazioni terremotate”.

L’impegno sarà prorogato, quindi, fino a fine anno: un euro devoluto, per ogni chilo di parmigiano venduto e forniture di parmigiano da destinare alle popolazioni colpite.

Riflessione – I riflettori si spengono, le telecamere anche. La conta dei morti è tristemente finita e del terremoto del 24 agosto nel Centro Italia nessuno più parla.

Eppure se 295 sono state le vittime e oltre 8300 le volte che la terra ha continuato a tremare da quella fatidica notte, sono invece migliaia le persone in vita che con la difficile vita, che per loro si prospetta, devono riprendere a fare i conti.

E si, perché se da un lato l’inverno sarà alle porte in un tempo estremamente breve rispetto alla macchina organizzativa della ricostruzione, ci sono dall’altro i bambini che devono frequentare la scuola, i malati da curare negli ospedali e tante, ma tante persone che hanno perso il lavoro e che desiderano rientrare nelle proprie case.

Ebbene, quando tutto questo accade, mentre ognuno di noi, avendo ormai archiviato la memoria di quei fatti, continua a vivere la propria quotidianità, è bello sapere che c’è chi prosegue nel silenzio la propria opera di solidarietà.