lunedì, Gennaio 24, 2022

Teatro San Carlo, Michele Mariotti dirige le prime Sinfonie di Beethoven e Schumann

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Carlo Farinahttps://www.2anews.it
Carlo Farina - cura la pagina della cultura, arte con particolare attenzione agli eventi del Teatro San Carlo, laureato in Beni culturali, giornalista.

Venerdì 3 dicembre, alle ore 18, torna sul podio del Massimo napoletano Michele Mariotti per dirigere le prime Sinfonie di Beethoven e Schumann, naturalmente con l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Dopo il recente successo all’inaugurazione della Nuova Stagione Sinfonica 2021/2022, venerdì 3 dicembre alle ore 18, Michele Mariotti ritorna sul podio dell’Orchestra del Teatro di San Carlo per dirigere il secondo appuntamento in cartellone della stagione sinfonica citata.

In locandina la Sinfonia n. 1 in do maggiore, Op. 21 di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n.1 in si bemolle maggiore, Op. 38 di Robert SchumannIn ambito concertistico Mariotti ha diretto alcune delle più prestigiose orchestre al mondo tra cui, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, l’Orchestre National de France, i Münchner Symphoniker, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, gli Essener Philharmoniker, l’Orchestra Haydn ha diretto inoltre all’Auditorium del Lingotto di Torino, al Festival di Peralada, al Liceu di Barcellona, al Teatro Real di Madrid, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, all’Ópera de Tenerife, al Festival de Radio France a Montpellier e al Festival de Saint-Denis.

Il programma della serata è basato su due lavoro sinfonici giovanili, di due dei più grandi compositori romantici della storia della musica: Beethoven e Schumann. La Sinfonia n.1, composta nel 1799, è da sempre stata considerata una sorta di chiusura ideale del Settecento e di quell’epoca del classicismo viennese incarnata da Mozart e da Haydn.

Il giovane Beethoven era giunto pochi anni prima dalla nativa Bonn a Vienna, capitale in grande fermento della musica, prendendo sul serio l’invito a studiare con lui che Haydn gli aveva rivolto dopo averlo sentito suonare di passaggio dalla sua città. La sinfonia fu stampata come op. 21 e dedicata al baron Gottfried van Swieten, uno dei primi protettori di Beethoven. 

Quarant’anni più tardi Robert Schumann, ormai riconosciuto ormai non solo come critico musicale (aveva lanciato con articoli lusinghieri musicisti del calibro di Brahms e di Chopin e aveva già scritto un saggio intitolato “La Musica Romantica”) ma anche come compositore di musica per pianoforte e di Lieder, decise che era giunto il momento di cimentarsi a sua volta con il genere romantico per eccellenza, quello della sinfonia, di cui Beethoven era divenuto il modello supremo. 

Si trattava di un momento magicamente felice nella vita del compositore, dopo il suo matrimonio con Clara Wieck e – come dichiarò lo stesso Schumann – era stato “tentato di smontare il pianoforte”, divenuto troppo stretto per contenere le sue idee e soprattutto dovette rinunciare alla sua carriera di potenziale pianista, quando per un esercizio sbagliato, si rovinò per sempre il suo 4° dito. Non sorprende dunque che la sua prima Sinfonia fosse abbozzata in quattro giorni, all’inizio di gennaio del 1841 e già il 31 marzo fosse stata presentata in prima esecuzione alla Gewandhaus di Lipsia.

L’impulso creativo in questo genere orchestrale era così intenso e inarrestabile, che nei mesi successivi Schumann continuò a produrre brani sinfonici e addirittura l’ossatura di quella che sarebbe divenuta la sua quarta Sinfonia, certamente uno dei suoi più grandi capolavori che amo tantissimo e che mi rigenera tutte le volte che l’ascolto.

Il titolo “La primavera” che accompagna la prima sinfonia sarebbe stato pensato inizialmente dallo stesso Schumann, ricavandolo da un’omonima ode del poeta Adolf Böttiger. Ma iniziarono presto vari ripensamenti e adattamenti di quel tema (“Risveglio di primavera”, “Addio alla primavera”) di cui il compositore non era convinto, per paura che il programma suggerito dall’intitolazione così precisa potesse imbrigliare l’interpretazione più aperta del suo lavoro.

Al momento della composizione di questa sua prima sinfonia, Schumann non avvertiva ancora i sentori di quelli che, molti anni anni più tardi, si sarebbero manifestati chiaramente come i nefasti sintomi della pazzia.  

Stagione di Concerti 21/22

Teatro di San Carlo

venerdì 3 dicembre 2021 ore 18

MICHELE MARIOTTI

Direttore | Michele Mariotti

Programma

Ludwig van BeethovenSinfonia n. 1 in do maggiore, Op. 21

Robert SchumannSinfonia n.1 in si bemolle maggiore, Op. 38

Orchestra del Teatro di San Carlo

 

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