mercoledì, Gennaio 20, 2021

Stupro a Posillipo, assolti i due studenti: la ragazza sorrideva ed era consenziente

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Stupro a Posillipo, assolti i due studenti: la ragazza sorrideva ed era consenziente
Francesco Monacohttps://www.2anews.it
Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

Si chiude la vicenda della studentessa vittima, o per meglio dire non piu’ tale, dello stupro a Posillipo. Il pm aveva chiesto 9 anni di reclusione.

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Sono stati assolti i due studenti di 25 anni accusati dello stupro a Posillipo nel dicembre del 2013 di una giovane studentessa. Che aveva denunciato le presunte violenze subite solo dopo due mesi (febbraio 2014) dalle tali. Vicenda che, secondo le motivazioni della sentenza, offre “uno spaccato del mondo giovanile e dei rapporti interpersonali assai poco edificante”.

“La storia – si legge – vede protagonisti giovani studenti che sono soliti frequentare le aree della Napoli-bene e che, nonostante godano di un discreto livello socio – culturale ed economico, dimostrano tuttavia di non coltivare rispetto e interesse per valori sociali e sentimentali di più altro profilo, quanto piuttosto la propensione a praticare superficiali e occasionali rapporti con coetanei, in una complessiva pochezza e miseria di aspirazioni, intenti e aspettative”.

La vicenda si svolge durante le vacanze di Natale del 2013, in particolare la notte tra il 28 e il 29 dicembre. Stupro a Posillipo, assolti i due studenti: la ragazza sorridevaQuando due coppie di ragazzi di una prestigiosa scuola privata del quartiere Vomero, si trovano in un appartamento in cui sarebbe avvenuto lo stupro a Posillipo. Dopo un po’ entrambe si separano e si appartano in stanze separate. Quando in una di queste, la ragazza in questione si rende conto di non essere piu’ sola con il fidanzato. E, anzi, viene costretta ad avere un rapporto sessuale con lui e l’altro ragazzo. Per poi essere picchiata. Violenza della quale le rimasero dei lividi. Una volta uscita dalla casa, non va, pero’, in ospedale. Decidendo di denunciare solo due mesi dopo.

Ma questo racconto non ha convinto la XI sezione del Tribunale, collegio A (presidente Beatrice Sasso, giudici Umberto Lucarelli e Settimio Cocozza). “Le perplessità che scaturiscono dal racconto della ragazza — si legge nella sentenza — paiono molte, in quanto in esso pare mancare un’effettiva intrinseca coerenza e perdipiù compaiono frasi che denotano segnali di accondiscendenza da parte della stessa, segnali questi più volte sottolineati dallo stesso pm nel corso dell’esame testimoniale, che la ragazza ha giustificato adducendo un senso di spossatezza e stanchezza che la avrebbe pervasa. Poi c’è il breve filmato, che parrebbe smentire, pur nella sua estrema frammentarietà, una volontà della denunciante a sottrarsi all’atto sessuale”.

Immagini che, secondo i giudici, “pur senza svilire la dolorosa vicenda che ha attraversato la denunciante”, fanno ritenere “insufficiente” “la prova della sua non consensualità al rapporto sessuale e, conseguentemente, quella della responsabilità dei due attuali imputati in relazione alla violenza”.

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