giovedì, Aprile 25, 2024

Starita: una nuova carta dei vini per le pizze della tradizione

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Serena Giorgio De Dilectis
Serena Giorgio De Dilectishttp://www.2anews.it
Serena Giorgio, giornalista e scrittrice esperta in antropologia, enogastronomia e intolleranze alimentari.
Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Nata come cantina e trasformata poi nella più celebre pizzeria di Napoli, la storia di Starita sa far affondare le sue radici nel lontano 1901, in un passato saporito e colorato dalle mille sfumature di un nettare di Bacco che, proprio oggi, nel 2024, sa (ri)proporsi nell’antico locale con il match più saporito e dibattuto di sempre. Con una nuovissima carta dei vini all’insegna del biologico, del sostenibile e del naturale, l’ingegnoso Giuseppe Starita, figlio del patron Antonio, e la General Manager Claudia Troili, hanno infatti voluto riabbracciare questo mai dimenticato primo amore e dare il via, proprio in questi giorni, ad un percorso degustativo intenso, goloso e, al contempo, particolarmente raffinato.

Starita: il sapore dell’etica e della sostenibilità

Le pizze della tradizione, accompagnate questa volta da una minuziosa selezione di bottiglie ad opera del founder di Gitana Wines Luca Cammarata, sanno dunque portare sulla tavola di Starita non solo i migliori prodotti di una vinificazione etica e sostenibile e di una gastronomia tradizionale e rispettosa, ma anche un qualcosa di estremamente più significativo. Di fatto, quello proposto dall’antica pizzeria di Materdei è sì un percorso di gusto, ma soprattutto un excursus tra i buoni sapori e tra i più significativi sentimenti di una realtà professionale che, da sempre, sa credere e operare nel valore dell’ “etica” e non soltanto della qualità.

La nuova carta dei vini riflette il primo amore di Starita

Dal Paski di La Cantina Giardino dunque alla Falanghina Cese della cantina Fosso degli Angeli. Dall’Asprinio magistralmente prodotto dalla cantina Aia delle Monache alla Falanghina macerata della giovanissima cantina Napoletana Sang, ma non solo. Con un A’primo della cantina Barone ed un Taurasi di Avellino della cantina Enza, in pratica, tutto scorre piacevolmente! nei calici, ma ancor più nei cuori dei suoi degustatori grazie anche alla cantina Crespaia con il suo vino Chiaraluce 2021, un vino superiore prodotto utilizzando il 100% del vitigno autoctono Bianchello e grazie a La resistencia Activa del vitigno Verdejo distribuito da Gitana.