Le porte di Frida, flash mob contro la vandalizzazione della sede

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Le porte di Frida, sede dello sportello antiviolenza sulle donne a Marano di Napoli, ha organizzato un flash mob contro le vandalizzazioni dei giorni scorsi.

Lo sportello antiviolenza Le porte di Frida ha organizzato giovedì 26 ottobre sotto i portici del Comune di Marano di Napoli (ore 17) un flash mob contro il vile attacco subito nei giorni scorsi, in cui la sede dell’associazione Frida Kahlo è stata vandalizzata per l’ennesima volta. Sarà l’occasione per tenere un’assemblea con la quale costruire un percorso comune, tale da restituire alle donne questo sportello antiviolenza, diventato non solo luogo in cui le donne si incontravano e si raccontavano ma anche un posto per promuovere la cultura di genere. Ecco l’eloquente comunicato in cui l’associazione, attiva da tanti anni sul territorio, racconta l’increscioso episodio. “Questi schiaffi, questi duri attacchi non fanno meno male, provocano ferite profonde. Per l’ennesima volta la sede dell’associazione viene completamente distrutta, con una violenza inaudita, senza precedenti. Negli anni abbiamo subito numerose vandalizzazioni, ed ogni volta a nostre spese e con la nostra forza abbiamo rimesso in piedi uno spazio sociale a disposizione delle donne del territorio ”Le porte di Frida”. A seguito dell’ultima vandalizzazione, avevamo sospeso le attività perché di fatto era quello spazio era poco accessibile. Giacché quei locali sono di proprietà dell’ente abbiamo proposto la messa in sicurezza dei luoghi a carico del comune attraverso un protocollo d’intesa ed un progetto presentato alla commissione straordinaria e alla responsabile dei servizi sociali. La casa delle Pari Opportunità: un luogo fisico per coniugare aggregazione sociale e culturale nella periferia, Torre Caracciolo, sempre più abbandonata della città. Uno sportello antiviolenza per sostenere le donne che subiscono violenze, abusi e maltrattamenti. Uno sportello gemellato con il CENTRO ANTIVIOLENZA terra Viva di Qualiano. La nostra proposta presentata all’ente prevedeva progetti di educativa territoriali con i minori, doposcuola, biblioteca di genere, laboratori di lettura. Uno spazio offerto al territorio per contrastare ogni fenomeno di esclusione ed emarginazione. Tante le esperienze positive avviate con le mamme del territorio, come ad esempio il murales sulla scuola sottostante dedicato a Paola Di Marino, insegnante, uccisa per mano del proprio compagno. A Paola Di Marino ed Enza Cappuccio, due donne del territorio barbaramente assassinate dai loro compagni, è dedicato il nostro sportello antiviolenza. Stamane ci siamo recate in sede, per prendere una parte di libri e donarli alla Biblioteca popolare della casa del popolo, di cui facciamo parte. Lo scenario che ci siamo trovate davanti è stato devastante, agghiacciante. Ci hanno davvero distrutto tutto, addirittura la porta di ferro dove stava la nostra biblioteca popolare. Abbiamo trovato ancora una volta escrementi, ma questa volta ci hanno lasciato UN GATTO MORTO. Siamo dovute scappare fuori, perché il cattivo odore non riusciva a farci respirare. Siamo scoppiate in lacrime. La nostra attività è dal 2006 quella innanzitutto di promuovere la cultura di genere, per contrastare pregiudizi stereotipi e tabù all’origine della VIOLENZA SULLE DONNE. Dal 2006 la nostra battaglia contro la violenza sulle donne è innanzitutto sul piano culturale, che abbiamo provato a condurla. Abbiamo messo in piedi uno sportello antiviolenza, che è diventato centro antiviolenza grazie al protocollo d’intesa con il CENTRO ANTIVIOLENZA Terra Viva. Una rete che abbiamo costruito per sostenere le donne vittime di violenza in tutto il loro percorso dalla denuncia in poi. Abbiamo costruito azioni di solidarietà, aggregazione sociale e culturale. Questo attacco violento e duro è stato però stavolta un colpo al cuore. La battaglia alla violenza di genere va sostenuta e non ostacolata e messa a tacere con azioni bieche e meschine. Chiunque metta a tacere le nostre azioni è complice di chi ha ucciso, bruciato, accoltellato una donna. Sappiatelo, non ci fermerete. Ancora una volta ci rialzeremo!”.