Scoperta choc: DNA alieno in un malato su 2 di Leucemia

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di Maria Sordino – Un brivido nella schiena solo a sentire la notizia: “Dna ‘alieno’ in un malato di leucemia acuta su 2”. Scoperta choc tutta italiana. Uno studio portato avanti dall’ospedale Niguarda e dalla Statale di Milano ha svelato la presenza di una sequenza misteriosa nel Dna dei pazienti con Leucemia mieloide acuta, che apre a nuove prospettive di cura.

Cosa si è scoperto?

Analizzando le cellule tumorali di 125 pazienti che erano in cura al Niguarda, si è visto che, nel 56% delle leucemie mieloidi acute, una sequenza di Dna non aveva corrispondenza con nessuna delle sequenze umane finora conosciute e sicuramente, quindi, non era di origine umana. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature ed è stato completamente autofinanziato con il sostegno delle associazioni di volontariato. Come spesso accade, la scoperta è frutto del caso. Infatti, ‘l’intruso’ è stato individuato grazie all’impiego di sequenziatori automatici di vecchia generazione, che i più moderni macchinari avrebbero scartato in automatico senza analizzare, proprio perché sequenza non umana.dna-1 La spiegazione. La sequenza misteriosa ‘abita’ nel gene che codifica per una proteina chiamata WNT10B, sovraespressa nella cellula leucemica. Un virus o un batterio, di certo un organismo non umano, potrebbe aver portato quel pezzetto di nucleotidi alieno, in un tempo lontano lontano. Un ‘corpo estraneo’ in cerca di identikit, un ‘oggetto non identificato’ al quale gli scienziati dovranno dare un nome e un’origine. Per capire da dove viene, come ci è arrivato e chi ce l’ha portato sono state formulate “diverse ipotesi ancora tutte da esplorare”.

Si tratta di una scoperta che apre a nuove strade di ricerca, il cui significato è di fondamentale importanza per i futuri percorsi di cura, che potranno essere individuati per questo tipo di Leucemie. Infatti, le ricadute possono rivelarsi decisive sul piano terapeutico, proprio perché di fatto si è scoperto un nuovo target per le terapie a bersaglio molecolare. Una buona notizia quindi per i pazienti affetti da una malattia, che ha un’incidenza di 2000 nuovi casi l’anno.

Non solo. È stata trovata un’altra correlazione dal team meneghino: la stessa alterazione genetica si riscontra anche in alcune cellule di cancro del seno. In questo senso le evidenze sono al momento meno approfondite, ma si tratta di un input di ricerca che potrebbe delineare “novità importanti” anche per il ‘big killer in rosa’.

Un po’ di storia-Sembra che il genere umano possiede ‘geni alieni’, che non ha ricevuto da nessun antenato conosciuto della storia del nostro pianeta, suggerendo che l’umanità ha acquisito questi geni da organismi diversi (microorganismi), che vivevano nello stesso ambiente.

Per esempio, secondo un’ipotesi abbastanza accreditata, la capacità di difenderci dalle infezioni è dovuta proprio alla porzione “aliena” del nostro Dna, cioè a quell’8% di codice genetico ereditato dai virus nel corso dell’evoluzione. A dimostrarlo è stata una ricerca condotta dall’università americana dello Utah, pubblicata sulla rivista Science. Il trasferimento orizzontale di tratti di Dna è uno strumento importante che interviene nei meccanismi complessi che alimentano l’Evoluzione.

Il Dna “alieno” è quindi ciò che è rimasto dalla battaglia tra i nostri antenati e i virus: il Dna umano, arruolato quello dei virus, lo ha trasformato in un’arma e i virus, da aguzzini, sono diventati degli alleati.

Benché la notizia del Dna alieno abbia scatenato la fantasia degli ufologi e di tutti coloro che sostengono l’esistenza di una vita extraterrestre, resta la realtà di una scoperta affascinante che scava nelle radici più profonde della nostra storia evolutiva e che, prima di ogni altra cosa, traccia la strada per nuove cure che potranno segnare un passo avanti nella lotta ad una delle più temibili minacce per l’uomo oggi: il cancro.