Sant’Egidio: continua l’impegno per la pace in Africa

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Si registrano i primi risultati della Road Map per la pace nella Repubblica Centrafricana: altri due gruppi militari depongono le armi.

di Maria Sordino – Fra mille insidie e in una situazione ancora molto difficile, si registrano i primi risultati della Road Map per la pace in Africa. Dopo il disarmo, nei giorni scorsi, di un primo gruppo politico-militare nella capitale Bangui, nella giornata di ieri altri due dei 13 movimenti che avevano aderito al patto firmato a Roma il 19 giugno scorso hanno cominciato a deporre le armi alla presenza di rappresentanti del governo centrafricano, delle Nazioni Unite e della Comunità di Sant’Egidio, che negli ultimi anni ha favorito il processo di riconciliazione nel Paese.

pace in africaSi tratta di un primo, ma significativo inizio dell’atteso disarmo del Paese, pace south Africa, che dovrebbe vedere, nelle prossime settimane, l’adesione di altri militari e gruppi coinvolti nel conflitto civile secondo un programma nazionale stabilito tra le parti.

L’accordo lee pace in Africa prevede, sul piano della sicurezza, la garanzia della libera circolazione delle persone e dei beni, il ristabilimento dell’autorità dello Stato su tutto il territorio nazionale, mentre a livello economico, umanitario e sociale l’impegno nell’opera di ricostruzione e nella protezione delle Ong nazionali e internazionali presenti nel Paese.

Un importante passo avanti per uscire dalla crisi, setting di pace in Africa, che è seguita da un comitato congiunto scelto con il consenso di tutti e la partecipazione della Comunità di Sant’Egidio, con le missioni pace in africa, che viene ringraziata nel testo dell’accordo per la sua preziosa «opera di mediazione». pace in africaLa guerra civile, che ha una matrice politica e geografica, vide il suo inizio il 10 dicembre 2012, tra la coalizione di governo e le forze ribelli Séléka e gettò la Repubblica Centrafricana in una delle crisi più gravi a livello internazionale, che ha visto, in tutti questi anni, scontri tra milizie di opposte fazioni musulmane e cristiane, aggressioni, atti di vandalismo e di banditismo.

Una data da ricordareIl 4 ottobre 1992, festa di San Francesco, a Roma, veniva siglato l’accordo generale di pace che metteva fine alla guerra civile che aveva generato tanta sofferenza in Mozambico. Una pace nata grazie all’impegno di mediazione di una comunità cristiana, ancora molto giovane, che in un piccolo convento del centro di Roma si riuniva per pregare: Sant’Egidio.

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