Sanità in Campania: all’Ospedale Monaldi un centro di eccellenza per la diagnosi e la cura dell’ipertensione polmonare

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di Antonella Amato – La sanità campana ha un fiore all’occhiello, un centro di eccellenza per la diagnosi e la cura dell’ipertensione polmonare. A Napoli è presente presso l’Ospedale Monaldi ed il responsabile è il Dr. Michele D’Alto. I centri specializzati per questa patologia sono solo quattro in tutta Italia, oltre a Napoli sono presenti a Roma, Pavia e Bologna. Il 17 e 18 ottobre si è tenuto presso l’Ospedale Monaldi di Napoli il secondo corso europeo sulla gestione dell’ipertensione arteriosa polmonare dal titolo “How to improve your expertise in pulmonary hypertension”. Il corso, organizzato dal Dr. Michele D’Alto, ha visto convenire a Napoli esperti nazionali ed internazionali. Il centro per la cura dell’ipertensione polmonare del Monaldi ha assunto ormai da anni una rilevanza internazionale. Considerevole è il fatto che tra i discenti vi fossero medici provenienti da ogni angolo del mondo: Francia, Belgio, Grecia, Giappone. Il modello napoletano, in questo caso, è un modello da esportare e da proporre all’estero.dscn1861-2

Ma cos’è l’ipertensione arteriosa polmonare? Lo abbiamo chiesto al Dr. Michele D’Alto, responsabile del centro del Monaldi.

L’ipertensione arteriosa polmonare – dice D’Alto – è una malattia rara (si stima che in Italia ci siano 2-3.000 pazienti affetti) e a prognosi molto severa, paragonabile a quella di una neoplasia grave se scoperta in fase avanzata e non trattata adeguatamente. E’ caratterizzata da un restringimento delle arteriole polmonari che porta progressivamente allo scompenso cardiaco”.

Dottor D’Alto, quali sono, oggi, i principali aspetti critici nella diagnosi e nella gestione dell’ipertensione arteriosa polmonare?

Il punto chiave è fare una diagnosi precoce e corretta – afferma D’Alto – e per questo servono centri di riferimento con diversi specialisti che collaborino tra loro: cardiologi, pneumologi, reumatologi, radiologi. Un vero work team. Non bisogna dimenticare che una diagnosi precoce permette di iniziare al più presto la terapia specifica e si associa ad una prognosi migliore. Ancora oggi la diagnosi è fatta troppo spesso in fase tardiva: i sintomi, infatti, possono essere aspecifici e non vengono facilmente riconosciuti”.


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Qual è la situazione italiana nei confronti di una malattia così grave?

In Italia la situazione è molto eterogenea, esistono centri di riferimento nei quali il link tra i diversi specialisti è costante e consolidato, l’algoritmo diagnostico attuato in modo rigoroso e la gestione terapeutica è adeguata in tutte le sue fasi. Sono presenti altri centri, invece, per i quali esiste un ampio margine di miglioramento. Il vero salto i qualità per assicurare un’assistenza ottimale a tutti i pazienti è la creazione di un network tra i centri che si occupano di ipertensione polmonare. Un network vero, fatto sul modello “hub and spokes”, con un flusso bidirezionale. Ossia un centro di riferimento (hub) che garantisca competenza diagnostica, accoglienza per i casi più gravi o complessi e attività “tutoriale”, vale a dire di formazione e guida, e dei centri più periferici (spokes) che effettuino un drenaggio capillare del territorio e abbiano come referente per convalidare la diagnosi e condividere gli snodi decisionali sulla terapia il centro “hub”. Questo garantirebbe un’offerta clinica omogenea sul territorio e sarebbe gratificante per tutti centri, pur con diverso livello di esperienza e volume di lavoro. E’ uno sforzo che attualmente stiamo compiendo in Campania e nelle regioni del sud Italia ed i primi risultati cominciano a vedersi”.

Lo scopo di questi incontri, alla fine, è quello di arricchire il bagaglio culturale dei partecipanti e di permettere la realizzazione di un network vero, che si avvalga anche di strumenti informatici per gestire database condivisi con i dati clinici dei pazienti. Il progetto contempla l’organizzazione di iniziative di educazione, formazione e aggiornamento, rivolte non soltanto agli specialisti, ma anche ai medici di Medicina generale, ai pazienti ed ai familiari dei pazienti che, imparando a riconoscere i sintomi ed i segni del deterioramento clinico, possano avere un ruolo attivo e determinante nell’assicurare correzioni tempestive della terapia, riducendo così i disagi per il malato e il tasso di ospedalizzazioni.

Contatti:

Centro per la diagnosi e la cura dell’ipertensione polmonare, presso la Cardiologia S.U.N. dell’Ospedale Monaldi, Napoli. Tel.: 081/7062501.

Staff:

 

 

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