Virus West Nile: 19 casi di febbre e un decesso in Veneto

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Virus West Nile: 19 casi di febbre e un decesso in Veneto

Un virus, il West Nile, trasmesso all’uomo da una zanzara, causa sintomi influenzali che, in alcuni casi, possono risultare pericolosi per la salute. Quali sono i sintomi e quando preoccuparsi.

In Veneto sono stati registrati, a ieri, 19 casi di febbre da virus West Nile e il decesso di un anziano di 79 anni. La notizia è stata resa nota dall’assessore alla Sanità della Regione, Luca Coletto, visto che proprio in regione Veneto è attiva dal 2008 una rete di monitoraggio per garantire gli interventi necessari nel caso che determinati sintomi possano essere ricondotti a questa infezione.

Sono addolorato per la morte di questa persona e rivolgo le condoglianze ai familiari, ma corre l’obbligo di ricordare, per non accendere timori ingiustificati, che gli esperti indicano che un evento così grave si verifica nello 0,1% dei casi di infezione“. Queste le parole di Coletto, dopo la notizia del decesso di un anziano di 79 anni residente nella provincia di Verona, colpito dal virus West Nile. Un’altra vittima causata dallo stesso virus era stata registrata nei giorni a scorsi a Ferrara.

Ma quali sono i sintomi?

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La febbre West Nile è una malattia provocata dal virus West Nile, isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile da cui prende il nome. Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. 

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

La trasmissione all’uomo avviene dalle zanzare del genere Culex infette che pungono prevalentemente nelle ore crepuscolari e notturne. Non è possibile il contagio da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Come prevenire

Attualmente sono allo studio dei vaccini ma, per il momento, la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.

Pertanto è consigliabile proteggersi, utilizzando repellenti da applicare direttamente sulla pelle e ripetendo il trattamento con frequenza, indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto.

Inoltre, risulta importante evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente, usando zanzariere alle finestre, svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante, cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali, tenendo le piscine per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.