Il digital detox, la terapia contro la dipendenza digitale

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Il digital detox, la terapia contro la dipendenza digitale

Il digital detox è una tendenza così in voga che non solo star e personaggi famosi fanno a gara per provarla e raccontare la propria esperienza. Vediamo come funziona.

È l’epoca del digitale: studi recenti riportano che nel 2016 le persone connesse in Italia siano circa 38 milioni, il 4% in più rispetto all’anno precedente. Passiamo circa 13 ore alla settimana rispondendo ad email (il 62% delle quali categorizzabile come non rilevante) e 2 ore al giorno sui social networks.Il digital detox, la terapia contro la dipendenza digitale Quante volte controlliamo gli smartphone al giorno? Oltre 2600 volte: il dato è di Dscout e per alcuni utenti forti il numero salirebbe fino a oltre 5400. Secondo altri studi, come quello di Deloitte, molti di noi sarebbero attivi sui dispositivi mobile già entro i cinque minuti dopo il risveglio e, soprattutto, oltre la metà dei giovani tra i 18 e i 24 anni si alzerebbe in piena notte per controllare notifiche, messaggi, chiamate. Sono i numeri di quella che, a più voci, è stata descritta come una vera e propria dipendenza da whatsapp e dagli ambienti digitali e che ha fatto, in questi anni, del digital detox un regime, temporaneo almeno, tanto in voga. Una “relazione complicata” dunque quella con il digitale, che si insinua nella nostre vite fino a quasi monopolizzarle. La soluzione c’è, però, ed è appunto la digital detox. Si tratta di spegnere completamente smartphone, tablet, PC, dispositivi android indossabili, dispositivi sky go, dispositivi portatili e di concedersi una pausa dal mondo digitale e riprendere il contatto con il mondo reale. Come una dieta disintossicante dopo gli eccessi delle feste, rimanere disconnessi per un po’ – gli esperti concordano – aiuta a ricaricare le batterie e a riprendere con più energie. Inutile ribadirlo: le nostre scorte d’attenzione sono (molto) limitate e ci sono tantissime cose che oggi se le contendono. Spesso così, offuscati come siamo dall’overload informativo, troviamo impossibile persino farci venire nuove idee che ci servono sul lavoro o nella vita familiare, figuriamoci avere tempo da dedicare a noi stessi, alle nostre passioni, alle relazioni, al contatto umano. Per questo da Forbes, già qualche anno fa, hanno pensato a una guida essenziale al digital detox. Chi vuole disintossicarsi dalla tecnologia dovrebbe avere, innanzitutto, una buona motivazione: non importa che sia riprendere finalmente contatto con la natura, avere un po’ più di tempo per sé, per la famiglia, per gli amici o semplicemente rispondere a una sfida dell’amico tech-apocalittico; fissare un tempo per il proprio re-hab: inutile sottolineare che, perché sia di qualche utilità, si dovrebbe stare lontani dai social un tempo ragionevole, non meno di ventiquattro ore. Perché non provare a farlo, però, per una settimana? In questo caso andrebbero avvertiti i propri contatti che per un po’ dovranno inventarsi modi più vintage per poter incontrarsi fuori dagli ambienti digitali; programmare la propria vita analogica: si potrebbe fare una lunga passeggiata, approfittare per visitare quel museo in cui non si è mai stati o per rivedere un amico di vecchia data. Il digital detox, la terapia contro la dipendenza digitaleRiempire il tempo normalmente dedicato ai social è l’unico modo per resistere alla tentazione di riaccendere lo smartphone; godersi il digital detox: quasi sicuramente, un minuto dopo aver spento tutti i dispositivi si potrebbe avvertire già un senso di smarrimento e la voglia di tornare immediatamente nel mondo digitale. Bisogna pazientare. Passato lo sconvolgimento iniziale, si comincerà a godere della sensazione di essere finalmente disconnessi; ritornare online, ma con calma: quando il proprio digital detox sarà finito, il ritorno al mondo digitale potrebbe essere straniante, non fosse altro per le numerose notifiche che si potrebbero ricevere, per le email arretrate a cui bisogna rispondere e per tutte le informazioni che si dovranno recuperare. Va fatto tutto con calma, il re-hab dovrebbe aver insegnato soprattutto quali sono le priorità digitali e come stare connessi sì, ma con tempi slow. Quella della digital detox è diventata, comunque, una tendenza così in voga che non solo star e personaggi famosi fanno a gara per provarla e raccontare la propria esperienza.