Fisco, sequestro milionario alla Fondazione Giambattista Vico di Vatolla

502
Fisco, sequestro milionario alla Fondazione Giambattista Vico di Vatolla

L’operazione, denominata Vico nero, vede 5 indagati ed è scaturita da un controllo fiscale nei confronti della fondazione, con sede a Vatolla di Perdifumo nel Salernitano.

Vatolla | Una fondazione senza scopo di lucro utilizzata per frodare il fisco. La Guardia di Finanza di Salerno ha sequestrato beni per circa 1,8 milioni di euro eseguendo un decreto emesso dal gip di Vallo della Lucania nei confronti della fondazione Giambattista Vico, dei due rappresentanti legali succeduti nel tempo e di tre imprenditori agropolesi, per i reati di frode fiscale e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. L’operazione, denominata Vico nero, vede 5 indagati ed e’ scaturita da un controllo fiscale nei confronti della fondazione, con sede a Vatolla di Perdifumo (Sa), dopo finanziamenti erogati dalla Regione Campania per quasi 300 mila euro, per lo sviluppo di “imprese innovative nel settore del turismo sostenibile e rigenerativo e nelle attivita’ correlate”.

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Agropoli hanno accertato che la fondazione, pur di accedere al contributo regionale, tra il 2014 e il 2016 ha utilizzato delle fatture false emesse da tre imprenditori cilentani (tra questi, il figlio di uno dei rappresentanti legali dello stesso ente noprofit), per un importo pari alla somma poi percepita. Avrebbero ricevuto una fornitura di computer e arredi che, in realta’, non sono stati trovati nella sede della fondazione, non essendo stati mai acquistati. Le indagini finanziarie hanno pure consentito di constatare che la onlus ha omesso di dichiarare redditi per quasi 4 milioni di euro, con un’evasione d’imposta di circa un milione e mezzo di euro. Inoltre, i rappresentanti legali della fondazione hanno gestito i conti correnti in maniera del tutto personale, con bonifici effettuati a proprio favore senza alcun motivo valido.

I militari hanno inoltre accertato che uno degli amministratori ha ceduto 26 quadri di valore, di cui 11 del noto pittore Giovan Battista Piranesi, nonche’ 10 cartine geografiche antiche, a una societa’ in liquidazione, riconducibile a lui e alla moglie, senza che la fondazione abbia ricevuto in cambio alcun corrispettivo. Oltre alla notifica del decreto, i baschi verdi hanno eseguito la perquisizione nella sede della fondazione e in altri locali nella disponibilita’ del rappresentante legale, allo scopo di trovare denaro, preziosi, altri beni mobili, oltre che documentazione bancaria utile a individuare ulteriori disponibilita’ finanziarie. Sono state sottoposte a sequestro le somme di denaro sui conti correnti dei cinque indagati e il castello Palazzo de Vargas, di proprieta’ della fondazione, con i relativi arredi.