Cardiochirurgia: intervento d’eccellenza al Ruggi d’Aragona di Salerno

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Intervento d’eccellenza all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno: presso la Struttura Complessa di Cardiochirurgia d’Urgenza, diretta dal dottor Severino Iesu, trattata in emergenza un’aorta dissecata in tutta la sua estensione toracica.

La cardiochirurgia del Ruggi di Salerno si conferma all’avanguardia, adottando una nuova tecnica chirurgica per trattare in emergenza l’aorta dissecata in tutta la sua estensione toracica. Questo intervento è detto “Total Aorta” ed è eseguito solo in  alcuni centri cardiochirurgici internazionali e offre all’ammalato non solo il vantaggio di  contenere nell’immediato i rischi legati all’intervento, ma anche di  ridurre sensibilmente le complicanze tardive a carico dell’aorta residua, alle quali l’ammalato sarebbe esposto, se sottoposto alla tecnica chirurgica tradizionale.
La tecnica d’intervento tradizionale utilizzata fino ad ora, infatti, prevede solo la sostituzione dell’aorta nel suo secondo tratto (ascendente). Con questa nuova tecnica, che prevede l’impiego di due protesi, si pone in sicurezza tutta l’aorta toracica (dalla valvola aortica all’aorta discendente). In particolare, la prima protesi va ad inglobare la radice dall’esterno (Florida sleeve operation), mentre la seconda, costituita da due parti, sostituisce con la sua porzione iniziale l’aorta ascendente e l’arco e, con quella distale costituita da uno stent, stabilizza dall’interno l’aorta discendente. La complessità chirurgica di questo intervento è dovuta alla necessità di impiantare singolarmente tutte le arterie che portano il sangue alla testa.

Il Centro di Cardiochirurgia d’Urgenza del Ruggi d’Aragona

Ha iniziato la sua attività il 1° aprile 1993, raggiungendo standard di qualità assistenziali competitivi maturati attraverso il continuo aggiornamento professionale ed il forte impegno lavorativo di tutto il personale. Il Centro di Cardiochirurgia d’ Urgenza di Salerno si distingue, infatti, per l’elevata percentuale (92%) di rivascolarizzazioni miocardiche a cuore battente (senza l’ausilio della macchina cuore – polmone) ed è stato tra i primi in Italia ad effettuare interventi chirurgici di rivascolarizzazione miocardica utilizzando esclusivamente condotti arteriosi.