Pasti al costo di 1 euro. Iniziativa dell’associazione L’ Abbraccio onlus

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Un ristorante sociale a Salerno, per i nuovi poveri della crisi economica. Famiglie in difficoltà, persone rimaste senza lavoro, padri separati possono mangiare al costo di 1 euro, ma solo per tre mesi. Perché aiutare non significa fare assistenzialismo.

di Maria Sordino – A Salerno, in Via Fresa 1, in zona San Leonardo, c’è un ristorante speciale: si chiama Elpis. I tavoli e le sedie sono in legno e ferro, hanno un design moderno e sulle pareti colorate di grigio e arancio una frase filosofica fa compagnia agli avventori: “Questo sono io, e queste sono tre persone, a cui darò il mio aiuto, ma deve essere qualcosa di importante, una cosa che non possono fare da sole, perciò io la faccio per loro e loro la fanno per altre 3 persone” (dal film “Un sogno per domani”). Elpis è un ristorante speciale, perché lì il pasto ha il costo simbolico di 1 euro.

elpis ristorante socialeNato nei locali di un’ex scuola elementare messa a disposizione dal Comune di Salerno, è stato inaugurato il 20 luglio scorso alla presenza di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e del Welfare. L’iniziativa è dell’associazione L’Abbraccio onlus, un’organizzazione di volontariato fondata a Salerno nel 2005. Impegnata a realizzare progetti ispirati al principio “Tu solo puoi farlo, ma non da solo”, modella percorsi di crescita personali adeguati ai bisogni e alle risorse di chi si rivolge a loro. Con questo animo, l’Abbraccio-onlus, anche attraverso forme di collaborazione con altri enti, pubblici o privati, progetta e realizza quotidianamente attività volte alla socializzazione, all’inclusione sociale e alla promozione del benessere.

A collaborare al progetto del ristorante sociale Elpis ci sono le aziende della zona che forniscono gratuitamente i prodotti alimentari e, dietro i fornelli, tantissimi volontari e anche gli allievi dell’istituto alberghiero Santa Caterina da Siena-Amendola e dell’Istituto Enzo Ferrari di Battipaglia, impegnati nell’alternanza scuola-lavoro. Un circuito virtuoso di operosità e buona volontà.

Ai tavoli, ogni giorno, si siedono in media circa trenta persone. C’è chi ha perso il lavoro, la famiglia con bambini piccoli, il pensionato che non arriva alla fine del mese, padri separati, che possono usufruire anche del “pasto sospeso”, così come accade col “caffè sospeso” di Napoli, che permette di coprire il costo di uno o più pasti.

Elpis, figura mitologia greca che personificava lo spirito della speranza, è aperto tutti i giorni dalle 12,30 alle 15,30. L’accesso avviene su indicazione delle associazioni del terzo settore, delle istituzioni, delle parrocchie. Tramite lo sportello di ascolto viene messa a disposizione delle persone in difficoltà una tessera individuale, che consente di avere un pasto al costo di 1 euro per un periodo di 3 mesi. Per i minori fino a 16 anni invece il pranzo è gratuito.

Il ristorante non è e non vuole essere una mensa per poveri. L’obiettivo che si propone è lontano dal fare assistenzialismo: l’intento è invece quello di accompagnare le persone in fase di bisogno per un periodo definito, una prima accoglienza della durata di tre mesi: per tendere la mano, dare un aiuto per ricominciare, senza offrire un sussidio permanente, perché ognuno deve fare la propria parte per uscire dallo stato di bisogno, senza arrendersi alle circostanze avverse della vita.