Rio 2016: Chris Mears, l’incredibile storia. Dal coma alla medaglia d’oro

725

Chris è incredulo. I medici gli avevano detto che non avrebbe potuto più gareggiare. E invece, non solo ha partecipato alle Olimpiadi di Rio 2016, ma si è portato a casa anche la medaglia d’oro. Si abbraccia con il suo miglior amico e compagno di squadra, Jack Laugher, davanti al tabellone che segna un punteggio di 454.32 nella gara di tuffo sincronizzato dal trampolino di 3 metri.

Un pianto liberatorio quando entrambi hanno capito che a salire sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Rio de Janeiro sarebbero stati loro stavolta, ossia Chris Mears e Jack Laugher, i due tuffatori britannici che mercoledì 10 agosto hanno conquistato la medaglia d’oro battendo i favoriti cinesi, maestri in questa disciplina.

In particolare, le lacrime di Chris, 23 anni, hanno segnato anche un’altra vittoria, non soltanto sportiva ma anche personale: il suo ritorno alla vita. Nel 2009, il giovane atleta venne colpito da un virus, l’Epstein-Barr, che gli aveva provocato la rottura della milza. In quel frangente, i medici gli diedero solo il 5 percento di probabilità di sopravvivere alla malattia.

All’epoca Chris di anni ne aveva appena 16 e quando il terribile virus responsabile della mononucleosi lo colpì si trovava in Australia. Nessuno si accorse in tempo della grave infiammazione che lo aveva colpito, nonostante la perdita di molto sangue. Lo trovarono riverso sul pavimento della sua stanza d’albergo.

Dopo sette ore di intervento e tre giorni di coma, le probabilità di riportare delle gravi conseguenze non solo fisiche ma anche cerebrali erano elevatissime.

Anche il ritorno alle competizioni sportive era da considerarsi un miraggio.

Dopo lungo tempo, Chris nonostante la vistosa cicatrice sull’addome e senza la milza, è tornato alla vita e al suo sport preferito, partecipando nel 2012 ai Giochi olimpici di Londra e nel 2014 ai giochi del Commonwealth, prima di arrivare ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro, conquistando una medaglia d’oro.