Regione Liguria, tavolo tecnico sul “sommerso” del gioco problematico

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Legge Regionale del 2012

In questi giorni si svolgerà un tavolo sul gioco problematico per esaminare le proposte di modifica alla Legge Regionale del 2012, in vista dell’entrata in vigore della nuova normativa di maggio 2018.

Più volte è stato detto che la Regione Liguria è forse quel territorio “più sensibile” nei confronti del gioco o, comunque, quello che cerca di dare “un colpo al cerchio ed uno alla botte”: cioè concertare il sociale ed il relativo territorio con le esigenze delle imprese e degli operatori del settore, cercando di rispettare le esigenze di tutti con un equilibrio veramente profondo e dettato da un forte senso di responsabilità.

Bisogna ricordare che la Regione Liguria, cosi come riportato su Casinosicurionline.net, ha sospeso l’entrata in vigore della sua Legge Regionale per dare “spazio” ai dettami dell’intesa sul riordino, aspettando “pazientemente” il relativo decreto attuativo per adeguarsi alle normative dell’accordo, ma senza preoccuparsi della situazione che il fenomeno del gioco sta procurando al suo territorio e dandosi da fare con associazioni di categoria, con i diretti interessati addetti ai lavori e con coloro che si occupano quotidianamente delle persone che “hanno incrociato l’abuso del gioco” e sono state coinvolte nelle sue derive.

Proprio in questi giorni si svolgerà un tavolo sul gioco problematico per esaminare le proposte di modifica alla Legge Regionale del 2012, in vista dell’entrata in vigore della nuova normativa del prossimo mese di maggio. L’amministrazione regionale è soddisfatta del percorso che sino ad ora è stato compiuto, così come dei risultati che sono stati raggiunti poiché sono concreti, sia nell’ottica di presa in carico dei soggetti che sono incorsi del disturbo da gioco, sia per la prevenzione nei confronti dei soggetti più a rischio.

Ma quello che sta emergendo dagli studi sul territorio è il “sommerso relativo al gioco problematico”: ci sono ancora persone (e purtroppo non sono poche) che fanno “fatica” a rivolgersi alle strutture di appoggio, o per vergogna o per mancanza di conoscenza. Quindi l’impegno che bisogna mettere in campo deve essere meglio studiato, più mirato e più coinvolgente per dare modo alle persone di avere “più fiducia” nelle strutture e nei risultati.

Per questo mese di  gennaio dovrebbe esserci una posizione condivisa sul disturbo da gioco, da confrontare con ciò che emergerà da un tavolo che riunirà i soggetti del mondo commerciale del comparto. É indispensabile che i percorsi che si sceglieranno siano condivisi per avere risultati che “facciano bene” nel loro complesso, altrimenti sarà tutto un “fallimento” in relazione a un disturbo che sta prendendo piede e va affrontato in modo fermo, realistico ma proiettato anche ad un futuro di un gioco responsabile e consapevole.

La strada che sceglie la Regione Liguria sarà condivisa con quella del Governo nell’affrontare questa tematica: l’Osservatorio Regionale sul gioco problematico ha elaborato una serie di iniziative concrete e le proposte saranno realizzate non appena il Governo “metterà una pezza” all’errore procedurale nel quale è incorso bloccando le risorse nazionali destinate alle Regioni.

L’auspicio, naturalmente, è che la soluzione arrivi a breve perché, senza ombra di dubbio, il fenomeno del disturbo da gioco a volte può venire sottostimato appunto in presenza di quel “sommerso” di cui si sta parlando.

Evidentemente lo scopo della Regione è quello di mettere in campo iniziative che facciano emergere questo “sommerso”, sostenendo non solo chi è colpito dal disturbo del gioco, ma anche le rispettive famiglie che, purtroppo, vengono coinvolte loro malgrado in questo “malessere” che intrappola i loro cari.

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