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Quando i gol sono la parte divertente della storia: i punti più assurdi della serie A

Durante il corso dei  novant’anni di vita della Serie A, le storie e le narrazioni che si sono costruite intorno alla competizione toccano temi diversi tra loro ma tutti uniti da un nodo centrale: quello del gol, il motore della memoria collettiva.

Non tutti, però, riescono a seguire il manuale del calcio moderno: alcuni sono velocissimi, altri molto pasticciati, altri conseguenze di errori o realizzati con gesti tecnici completamente fuori scala. Sono i punti più assurdi del campionato a far parlare le persone e iniettare felicità in chi segue il pallone in tutte le sue sfumature, compreso il folto nugolo di persone che ogni settimana è alla ricerca della miglior piattaforma per puntare una bet calcio domani.

Ripercorriamo allora alcuni episodi storici della serie A che si sono resi celebri per essere sopra le righe

Tra velocità e talento

Partiamo da quello che è stato forse il gol più veloce della storia recente: Rafael Leão che, il 20 dicembre 2020, segna al Mapei Stadium di Reggio Emilia dopo appena 6,76 secondi dal calcio d’inizio durante un Sassuolo – Milan, sfruttando uno schema preparato in allenamento; ben quasi due secondi in meno rispetto il gol precedente, segnato dal Piacenza contro la Fiorentina nel 2001.

Sul fronte opposto, tra i gol più memorabili per pura qualità tecnica, c’è quello di Siniša Mihajlović che nel 1998 si scavò il suo posto nella storia segnando ben tre gol su punizione durante il corso della stessa partita, Lazio-Sampdoria il 13 dicembre 1998. Questa prestazione ancora oggi è più unica che rara nella storia del campionato Italiano ed è parte di ciò che ha consegnato il giocatore serbo recentemente scomparso alla narrazione mitologica che se ne fa.

Un altro esempio di gol è quello che nasce dall’imprevisto o dall’errore: questo è un tipo di gol capace di diventare simbolico, almeno quanto il gol più “tecnico”. Il caso più discusso è sicuramente il cosiddetto “gol fantasma” di Sulley Muntari durante Milan-Juventus del 25 febbraio 2012, nella quale il pallone superò chiaramente la linea di porta ma non fu convalidato dando il via a un’impressionante stagione di polemiche che furono il là per far spingere il calcio italiano verso l’apertura all’ingresso della tecnologia in campo, prima con le soluzioni goal-line oriented e poi con l’arci noto e molto discusso VAR.

Alle volte è tutta questione di movimento

Altrettanto storici, ma per ragioni opposte, sono stati i gol indimenticabili per come sono stati realizzati come i colpi di tacco realizzati da Roberto Mancini ai tempi della Sampdoria oppure i leggendari “cucchiai” di Francesco Totti, capaci di trasformare un gesto apparentemente improvvisato in marchio di fabbrica diventato poi strumentale per la vittoria del Mondiale 2006.

È proprio in questi movimenti che la serie A continua a raccontare la sua identità più autentica: nella crasi tra imprevedibilità, talvolta surreale, e il gesto tecnico di chi la palla la conosce con una profondità che gli altri non possono immaginare. Sono storie come queste che riescono a dimostrare quanto tra il grottesco e il meraviglioso ci sia la poesia: ci sia il luogo dove nasce il mito.

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