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Privacy, Martusciello (Agcom): nel 2019 oltre 50 elezioni in Ue, si rischia manipolazione del consenso

Al forum, promosso dai giovani commercialisti a Palazzo Marinella, è stato presentato il numero monografico della rivista “MC – Diritto ed economia dei mezzi di comunicazione”.

NAPOLI – “Nel 2019, oltre alle elezioni europee, nei vari Paesi dell’Unione avremo oltre 50 competizioni elettorali che potranno essere oggetto di manipolazione se non ci sarà un controllo attento. Oggi i signori di internet sfuggono alle regole, l’Europa su questo tema sta facendo un grande sforzo ma c’è ancora molto da fare in merito alla formazione del consenso. Ad oggi, esiste un rischio enorme legato ai dati personali”.

Lo ha detto Antonio Martusciello, Commissario dell’Agcom, nel corso del convegno “Lo stato di attuazione del Regolamento Europeo 679/2016”, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, promosso dall’Unione dei Giovani Commercialisti ed esperti contabili, in collaborazione con l’Odcec di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta e l’Ordine degli avvocati, guidato da Antonio Tafuri, che si è svolto oggi a Palazzo Marinella.

“In merito alla nuova normativa sulla privacy – afferma Martusciello – l’Italia l’ha recepita ma occorre garantire la portabilità dei dati. Anche su questo tema occorre fare passi avanti, chiamando alla responsabilità i giganti del web per farli sedere a un tavolo di co-regolamentazione e invitarli a uno sforzo comune.

È fuori discussione che fenomeni come protezione dei dati, disinformazione e fake news, vadano fortemente contrastati. Dobbiamo costruire subito gli strumenti per farlo, se ci riusciremo sono convinto che vivremo una stagione del web diversa da quella attuale, ma ugualmente entusiasmante”.

“A un anno dall’entrata in vigore del Regolamento sulla privacy e Gdpr, i professionisti cercano di fare un punto sullo stato dell’arte”, evidenzia Maria Caputo, numero uno dei giovani commercialisti partenopei. “I dati non sono entusiasmanti, solo il 23 per cento delle aziende si è adeguato al nuovo regolamento europeo, il 58 per cento ha invece avviato il percorso di adeguamento senza completarlo. Noi professionisti siamo chiamati a specializzarci e formarci per dare una consulenza alle aziende”.

L’avvocato Antonio Tafuri, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli, ha sottolineato come i professionisti debbano “affiancare le aziende che non si sono adeguate. Quello della privacy viene visto come un problema dagli imprenditori, il nostro scopo è far capire che questa è una opportunità di lavoro per i professionisti e di sviluppo per le aziende”.

Per l’avvocato Monica Mandico, infine, “le aziende pubbliche e private che non si sono adeguate alla normativa sulla privacy devono farlo quanto prima, perché restano pochi mesi prima dell’intervento del Garante. A Napoli la specializzazione è alta, esistono realtà professionali importanti che fanno consulenza in tutta Europa”.

Nel corso del convegno, si è svolta una tavola rotonda con gli autori del numero monografico della rivista “MC – Diritto ed economia dei mezzi di comunicazione”, diretta dal professor Astolfo Di Amato, che nel suo intervento ha rimacato come l’entrata in vigore del Gdpr impone che il tema della privacy sia affrontato con un livello di professionalità molto maggiore che in passato. Occorre che tutti si impegnino per raggiungere il livello di consapevolezza e professionalità che la nuova disciplina richiede”.

Per il consigliere dell’Odcec, Matteo De Lise “la normativa europea richiede nuove e più efficaci misure di sicurezza negli studi professionali, che devono essere adeguate al singolo contesto organizzativo ed elaborate caso per caso attraverso una preventiva, consapevole e responsabile mappatura dei rischi di trattamento dei dati gestiti”.

Dal canto suo Marianna Quaranta, avvocato specializzato nel diritto delle imprese di comunicazione, ha rimarcato che la tutela del dato personale evita comportamenti intrusivi nella vita di relazione dell’interessato, ma evita anche un uso distorto dei dati per finalità o per attività più invasive e di controllo rispetto ai comportamenti dei soggetti interessati al trattamento”.

Articolo pubblicato il: 4 Aprile 2019 6:42

Federica Giorgio

Giornalista - iscritta alla Federico II al corso di Laurea di Culture Digitali e Comunicazione