lunedì, Settembre 20, 2021

Presentata la mostra “Bambini sperduti”, in programma dal 20 luglio a San Domenico Maggiore

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Presentata la mostra “Bambini sperduti”, in programma dal 20 luglio a San Domenico Maggiore
Giuseppe Giorgio
Caporedattore, giornalista professionista, cura la pagina degli spettacoli e di enogastronomia

Nel Grande Refettorio del museo di San Domenico Maggiore l’esposizione della mostra “Bambini sperduti”, in programma dal 20 al 30 luglio. 

È stata la sede del Sindacato dei Giornalisti della Campania a ospitare nella sua sala di via Cappella Vecchia, la mostra “Bambini sperduti”, in programma dal 20 al 30 luglio 2021 nel Grande Refettorio del museo di San Domenico Maggiore.

Una mostra patrocinata dall’assessorato all’Istruzione, Cultura e Turismo del Comune di Napoli con Annamaria Palmieri e diretta artisticamente da Domenico “Mimmo” Pesce che nasce da un viaggio umano e artistico e che ambisce a soddisfare bisogni molteplici e differenziati.

Tra questi, tutte le cose che nascono dall’amore e dalla cura,  in grado di trasmettere bellezza e cuore. Un progetto quello di “Bambini sperduti” concepito come momento speciale, con un senso più profondo del solo “mettere in mostra”. Il principale obiettivo è quello di avvicinare e sensibilizzare un vasto pubblico alle complesse tematiche sociali, attraverso un gioco di contrasti e prospettive che raccontano e descrivono la forza e l’innocenza dei bambini del mondo.

Ulteriore finalità è quella di utilizzare la mostra come momento propulsore di conoscenza e di visibilità del reportage sociale e della fotografia “colta e umanitaria”. L’occhio fotografico del professore Umberto Palma (già presidente del Comitato regionale Unicef Sicilia e figura storica del terzo settore a livello internazionale) nei suoi viaggi umanitari in Africa, quello della fotografa Paola Bruno e dell’illustratrice Bianca Pacilio, offrono uno spaccato dello sfruttamento dei minori, del diritto negato alla salute nonché allo studio, della sopravvivenza ai bombardamenti e/o alla povertà, delle spose-bambine, dei bambini-soldato, della violenza fisica, morale e psicologica, del razzismo e di ogni tipo di discriminazione con lo scopo di rappresentarli e supportarli in quanto esseri umani nella loro piena dignità.

Ciascuna opera è legata all’altra da un sottile filo rosso, il medesimo filo che ha condotto e persevererà a condurre ancora gli artisti ad individuare con profonda sensibilità, meraviglioso spirito umanitario, in varie aree del mondo, i disagi, i sogni spezzati e le ali tarpate ai bambini. Tale progetto viene promosso dal Consiglio Nazionale Diritti Infanzia e Adolescenza, Conadi, indiscutibile punto di riferimento nel mondo del sociale e dell’aiuto immediato e concreto ai bambini e adolescenti.

Questi i punti di forza che fanno di Conadi, un’organizzazione no-profit ineguagliabile grazie anche allo “strabismo umanitario” dell’aiutare non solo i bambini della lontana Africa, ma anche quelli che vivono “sotto casa nostra” e che nel silenzio della sofferenza attendono aiuti concreti per un futuro migliore.

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