Premio letterario “Donna sopra le righe” 2016. Parliamo del Tumore al Seno senza paura

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L’Associazione IOSEMPREDONNA – onlus promuove, il Premio Letterario “Donna sopra le Righe” 2016. Un concorso che offre ai lettori e a chiunque sia entrato in contatto direttamente o indirettamente con il Tumore al Seno, spunti di meditazione e di riflessione, con un obiettivo: parlare della Malattia usando la scrittura, per fare terapia.

Una terapia speciale, perché scrivere può diventare un vero e proprio percorso di cura che permette a chi scrive di rimettere insieme la propria esistenza e, attraverso la narrazione, rivela ai lettori gli angoli più nascosti e profondi della fragilità umana.

Insomma, raccontare ansie, dolori, ma anche sogni e desideri, migliora la qualità della vita e consente di fare i conti con le proprie paure. Perché no, anche esorcizzandole ridendoci su, trovando il lato comico del disagio della malattia. Infatti, dal 2015, c’è un premio speciale per lo scritto più divertente.

Non solo. Dallo scorso anno, la cerimonia di premiazione, che si svolge agli inizi di ottobre nella città di Chianciano Terme, si è arricchita di uno spettacolo particolare: la città si tinge di rosa.

Iosempredonna ha deciso di promuovere un’azione di Urban Knitting, prendendo spunto dal movimento Yarn Bombing, la nuova forma d’arte che nasce dalla strada e che si sta diffondendo in molte grandi città americane ed europee: colorare con manufatti di lana rosa, lavorati ai ferri o all’uncinetto.

Una nuova forma di arte urbana, pacifica, ecologica e assolutamente femminile, che invade e ricopre con dolcezza tutto ciò che incontra: cartelloni pubblicitari, muri, statue…tumore al senoPer partecipare a questo evento, è necessario realizzare uno o più “quadrati” fatti a maglia o all’uncinetto di colore rosa (con tutte le sue sfumature) di dimensioni 30×30 cm, effettuati con tecnica libera, che serviranno a rivestire gli elementi urbani siti nel cuore della città di Chianciano Terme e delle città amiche del progetto.

Si può inviare un quadrato di maglia rosa di 30 cm o donare dei gomitoli di colore rosa o ancora mandare un contributo economico (sul sito è presente un bottone per effettuare una donazione), che consenta di sostenere le spese per realizzare questo evento. Iosempredonna Onlus – Casella Postale n° 18 – 53042 Chianciano Terme. Tutte le informazioni e il bando del concorso “Donna sopra le righe 2016” è disponibile sul sito www.iosempredonna.it

Riflessione – Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di cancro e non solo nelle corsie dei nosocomi. Si scrivono libri, si producono film. Pubblicità Progresso imperversa in TV. Si inquadrano, in orario da Carosello, teste spoglie coperte da foulard colorati e scappa la lacrimuccia. Senza pronunciare il suo nome, perché  ancora spaventa. Lui è K, come una spia da 007.

Se ne parla per informare, per sensibilizzare. Effetto “Colpa delle stelle”, il film che qualche anno fa imperversò per le sale cinematografiche italiane, tratto dall’omonimo libro di John Green. Nobile intento. Il problema però è di chi ce l’ha.

Per chi vive la malattia, la storia è un’altra. Fatta di terapie devastanti, di interventi mutilanti, di futuro incerto.

Il cancro è un evento drammatico, inquietante, per chi si ammala e per chi gli vive accanto. L’ansia ruba i pensieri, le parole, le emozioni, annulla i sentimenti. I mesi trascorrono vorticosi, riempiti da ricoveri in ospedale, aghi nelle vene, chemioterapici potentissimi che, con i loro effetti collaterali, sovvertono gli equilibri e stravolgono la quotidianità. Soprattutto domina la  paura. Paura di non farcela, paura di lasciare gli affetti, le cose amate, consapevoli di non essere pronti a guardare in faccia la morte. Una guerra silenziosa, personale e familiare. Che non prevede la condizione di profughi.

Poi, come spesso accade, le settimane passano e si ritorna alla vita di tutti i giorni, mutilati nell’anima. Con una certezza: il cancro non concede previsioni e, soprattutto non molla la sua preda. Ma, in fondo, ogni storia è una storia a sé.

Grazie a terapie sempre più innovative, numerosi sono i malati che riescono a sottrarsi alle grinfie del male, facendo i conti, giorno dopo giorno, con una nuova realtà: quella di sopravviventi al cancro.

Già, sopravviventi, non sopravvissuti. Perché la malattia continua, in altra forma, a essere presente. È questo un campo inesplorato, misconosciuto. Pochi ne parlano. Nessuno ne scrive. E i pazienti si ritrovano proiettati in una dimensione fatta di apparente normalità. Una normalità ghigliottinata dalle cure dove, nel bilancio rischio/beneficio, la parola rischio ha un peso assai diverso rispetto al resto del mondo.

È proprio allora che la scrittura, potente e catartica, può diventare il viatico per un viaggio interiore, in un percorso di accresciuta consapevolezza della realtà della malattia, verso un’idea di futuro a cui tutti aneliamo, di vecchiaia e di salute ritrovata, soprattutto dell’anima.