martedì, Ottobre 19, 2021

Il Premio Cinema Campania al film del regista Giovanni Mazzitelli

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Renato Aiello
Giornalista. Ha partecipato negli ultimi anni a giurie di festival cinematografici (come il SocialWorld Film Festival di Vico Equense), concorsi fotografici e mostre collettive. Recensioni film, serie TV, teatro, eventi, attualità.

Il film di Giovanni Mazzitelli, dopo il Social World e il Napoli Film Festival e tante altre kermesse estere, si aggiudica il Premio Cinema Campania 2017 per il suo attore e regista.

Continua la marcia di Era giovane e aveva gli occhi chiari, l’ultima fatica cinematografica del regista porticese Giovanni Mazzitelli che sarà presto in sala, coronata per ora dal Premio Cinema Campania 2017 con un doppio riconoscimento al protagonista Mario Di Fonzo e alla produzione di Antonio Acampora e Armando Ciotola.

Tanti i premi e le partecipazioni che l’opera sta raccogliendo in giro per i festival stranieri tra Europa e Americhe, ma sicuramente il Premio Cinema Campania ricevuto domenica 17 dicembre è molto gradito, data la partecipazione recente proprio al Social World Film Festival, che ne organizza la serata di gala, e il legame tra Mazzitelli e la kermesse di Vico Equense, dove per molti anni ha diretto il workshop Young Film Factory dedicato ai cineasti emergenti.

Per capire Era giovane e aveva gli occhi chiari bisogna pensare a una commedia romantica come 500 giorni insieme (500 Days of Summer), con spruzzate di ironia alla Woody Allen e personaggi che sembrano usciti direttamente dalla scena della Cantina di Star Wars – Una Nuova Speranza. Siamo di fronte a un cineasta cinefilo e colto, un sincero appassionato della Settima Arte, che ci regala un film fluido, divertente e scanzonato, dal montaggio spigliato e accattivante.

Il lungometraggio, girato tra Campania e Lazio, narra avventure e disavventure di chi rischia tutto per andare alla ricerca del proprio amore perduto. Giovanni Mazzitelli, già autore della sceneggiatura di Vitriol e del docufilm Solving, usciti rispettivamente al cinema nel 2012 e nel 2014, sceglie per il suo film di finzione il tema dell’identità in una commedia romantica che si domanda quale sia il modo più giusto per vivere la propria vita.

Sarà il protagonista, l’attore casertano Mario Di Fonzo, che si prende sulle spalle l’intero film, a porsi questo quesito fin da subito, per ritrovarsi in un vortice di situazioni al limite del verosimile e del grottesco: giovani e anziane donne ebree (fate attenzione alla Menorah che compare spesso nel film, quasi un Macguffin), un filosofo alieno immaginario (si chiama Alvin e ha anche sfilato sui red carpet), produttori cinematografici “al ribasso”, sogni lucidi, ninfomani cinofile, morti apparenti, partite di tennis con ultrasettantenni, odori che rievocano vecchi ricordi, anziane con il grilletto facile e il souvenir di un amore non sepolto del tutto.

«Ci interessava raccontare una storia in cui tutti potessero rivedersi, una sorta di romanzo di formazione sull’ironia della nostra vita», spiegano Antonio Acampora e Armando Ciotola, i produttori di CinemaFiction, sempre più attiva sul palcoscenico campano. «Uno degli obiettivi principali di Era giovane e aveva gli occhi chiari è quello di mostrarci la vita da un altro punto di vista, più affascinante e forse più pericoloso. Non è del resto questo il concetto su cui si basa l’amore? Non è lasciare la propria tranquillità per rischiare tutto in nome dell’infatuazione?», si chiede Mazzitelli, che sostiene di essere poi un fiero e convinto alfiere del cinema indipendente, un’arte che valorizzi anche il territorio attraverso le location scelte per il set.

«Quando si rincorre una passione troppo importante – continua il regista – si rischia di perdere di vista gli affetti. Starà al pubblico allora rispondere alla domanda se sia giusto vivere nel mezzo o agli estremi della vita». Molte le presentazioni, le autopresentazioni e i segmenti narrativi in questa opera prima, che si snodano e riannodano nel corso dei suoi 87 minuti, seguendo quasi un’intrinseca e carsica forza centrifuga e centripeta, alternando storie ed equivoci in cui i caratteristi sono un valore aggiunto.

Girato tra il 2015 ed il 2016 in location come Roma, Vietri, Miseno, Cava Dei Tirreni, Eboli, Portici, Ercolano e Napoli, e coprodotto dalla scuola di formazione e produzione Cinemafiction insieme allo stesso Mazzitelli, la pellicola vede la partecipazione di attori del calibro di Giacomo Rizzo e Fabio De Caro, quest’ultimo nei panni di un sindacalista dell’Ilva di Bagnoli. Un ruolo positivo per il Malammore di Don Pietro, recentemente uscito di scena nella serie tv Gomorra alla prima puntata, con buona pace degli spoiler (stasera gran finale di stagione). De Caro qui invece è un ironico direttore del centro ex dipendenti polo industriale di Napoli Ovest, impegnato col solito piglio deciso che lo ha fatto conoscere al grande pubblico a organizzare improbabili sfide a tennis col protagonista.

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