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Polselli, agosto nel mondo: quando la farina diventa cultura

Agosto non ha concesso pause al viaggio internazionale di Polselli. Dal Vietnam al Brasile, fino alla Thailandia, il Molino di Arce ha portato lontano dall’Italia non soltanto le proprie farine, ma soprattutto un’idea precisa dell’arte bianca: conoscere la materia prima, comprenderne le reazioni, dominarne tempi e fermentazioni per trasformare un impasto in identità.

A Ho Chi Minh City il viaggio ha avuto il volto di Paolo Parravano, docente della Polselli Academy e riferimento della formazione internazionale. La protagonista è stata, insieme alla leggendaria napoletana, la Pizza Romana, affrontata attraverso metodo, alte idratazioni, fermentazioni e controllo dei tempi: una lezione nella quale la farina Polselli è diventata strumento di conoscenza prima ancora che ingrediente.

Il percorso vietnamita si è completato con una serata dedicata alla Pizza Contemporanea, occasione di incontro tra tecnica italiana e cultura gastronomica locale. A Rio de Janeiro, invece, l’espansione commerciale si è trasformata in formazione con la “Vera Pizza Experience con Polselli”, ospitata al Mercosul Store di Rio Quality, nell’Uptown Barra. A guidare l’incontro Paulo Henrique Marino, socio e Commercial Manager di Rio Quality; ad aprire l’Aula Show Diego Altieri, Export Manager LATAM di Polselli.

Quindi la tecnica di Néstor Gattorna, Ambasciatore AVPN in Argentina, e le interpretazioni contemporanee di Dudah Lima della pizzeria Piccola Fattoria. Presenti anche Luiz Gregorio Filho, Heberty Silva e Sidney Vieira Santos di Nita Alimentos, importatore ufficiale Polselli in Brasile. La rotta ha poi raggiunto la Thailandia, con il Bakery & Pizza Experience 2026 articolato tra Koh Samui, Bangkok e Phuket: masterclass dedicate a pizza, pinsa, pasta fresca e bakery, nel segno della formazione e del confronto professionale.

Hua Hin, al Putahracsa Hua Hin Resort, oltre sessanta operatori hanno seguito Parravano nell’approfondimento della biga, lavorando sulle farine Super, Vivace, Classica, Voilà e Semola Rimacinata, fino alla realizzazione di Pinsa Romana e pizza contemporanea. Tre Paesi, linguaggi diversi, una stessa materia. Per Polselli la farina non viaggia mai da sola: porta con sé sapere molitorio, tecnica, formazione e quella cultura italiana dell’impasto che, quando è autentica, non ha bisogno di traduzione.

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